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Edizione Straordinaria
per le celebrazioni del 60° Anniversario dell'assegnazione
del Premio Nobel per la Letteratura.

V Premio Internazionale
Salvatore Quasimodo

Scadenza prorogata e definitiva al 30 Settembre 2019
 


VII Concorso Letterario CET SCUOLA AUTORI DI MOGOL

Al vincitore una borsa di studio del valore di euro 3.500



Scadenza
21 ottobre 2019


 
Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Racconto
 
Notizie Presenti:
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Intervista a Benedetta Andreini, che presenta il libro " Storia di Paulie " ( Aletti Editore )

di Rassegna Stampa

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “Storia di Paulie”? Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?

Benedetta Andreini - Salve! Nel libro, in cui si racconta brevemente qualche episodio passato e presente della vita di Pauline appunto, principalmente affronto tematiche attuali ed esistenziali che appartengono, a tutti gli effetti, al mondo che ci circonda. In misura maggiore, la condizione di giovane donna e madre, il dramma della difficoltà di trovare un'occupazione e accedere al mondo del lavoro e di trovare una collocazione e un'affermazione personale e sociale e di un piccolo posto nel mondo. Tutto ciò si svolge contemporaneamente all'emergere sullo sfondo, anche se mai direttamente nominata, della Fibromialgia e del disturbo di ansia cronica che l'affligge. Tra le riflessioni non mancano spunti di dottrine filosofiche e letterarie per le quali nutro molto interesse e passione, avendo alle spalle un percorso di studi umanistici.

Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?

Benedetta Andreini - Direi che in termini percentuali la realtà ha inciso per un buon 70%; per il resto il personaggio ce la mette tutta in quanto essere complesso, reso ulteriormente complesso da una potente emotività caratteriale amplificata dall'ansia, dagli attacchi di panico da cui derivano e da una conseguente depressione ed è perfettamente conscia di questo suo male che avverte con chiarezza e spaventosa lucidità vivendolo come un vero e proprio "handicap".

Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?

Benedetta Andreini - Credo un'esperienza, un'opinione o un punto di vista che potrebbero passare inosservati e non significare niente per nessuno, come invece essere punto di incontro per qualcuno che nel personaggio ritrova se stesso e magari può confrontarsi e trovare conforto. Inoltre nel libro si trovano sentimenti e temi quali amore, speranza e sogno che evitano un giudizio in chiave totalmente pessimista.

Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?

Benedetta Andreini - Sicuramente tra gli autori principali che più mi hanno colpito e nei quali ho trovato risposte e sentimenti convergenti ci sono Montale e Leopardi per quanto riguarda la poesia. La letteratura russa è stata di gran lunga fondamentale soprattutto per certi temi sviluppati da autori come Dostoevskij, Tolstoij e Turgenev; inoltre Kafka e Jane Austin hanno tutti contribuito ad insegnarmi non solo concetti ma anche un tipo di narrazione con una struttura e un ordine cronologico fortemente impostato sul grande romanzo di '800 e '900.

Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?

Benedetta Andreini - Sì, assolutamente. Il cinema e il teatro sono stati grande fonte di ispirazione, ancora prima della letteratura forse. Avendo frequantato all'università il corso di laurea specialistica in cinema, teatro e produzione multimediale, ho seguito come appassionata di cinema, ho preso spunto e ispirazione soprattutto nel linguaggio che talvolta potrebbe sembrare (anche se non è detto che poi ci sia riuscita effettivamente) quasi "visivo" come una sorta di cinelibro o sequenza onirica.

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?

Benedetta Andreini - Senza dubbio il romanzo drammatico è il mio preferito. Mi interessano inoltre generi dove la psicologia, il conturbante, il colpo di scena e l'introspezione vengono trattati e contribuiscono a rendere misteriosa la trama.

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?

Benedetta Andreini - Preferisco di gran lunga il libro tradizionale.

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.

Benedetta Andreini - Per cominciare direi che il rapporto che ho con la scrittura è di necessità oltre che terapeutico. In genere per la stesura di un testo impiego dai sei mesi ad un anno, alternando momenti di grande "fermento" a momenti di osservazione e riflessione. Al di là del progetto, scriverei a prescindere perché mi piace farlo, è come una valvola di sfogo, un modo per incanalare l'energia.

Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “Storia di Paulie”, se non lo avesse scritto.

Benedetta Andreini - Acquisterei il libro perché il titolo, la copertina e il plot in cui si arguisce la complessità e il potenziale fascino di un personaggio ricco di sfaccettature mi incuriosiscono.

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?

Benedetta Andreini - Sì, attualmente ho già cominciato a lavorare su un altro progetto ma sono ancora lontana da un'idea di composizione finale; al momento non riuscirei a parlarne.

Prezzo di copertina del libro: Euro 12

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