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Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Racconto
 
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Intervista a Luisella Grifa, che presenta ai lettori il libro "Il Medico della gente" ( Aletti Editore )

di Rassegna Stampa

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai "Il Medico della gente"? Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?

Luisella Grifa - "Il Medico della gente" è un libro che si presenta come una lunga lettera, che vuole racchiudere al suo interno i ricordi, le emozioni, i sentimenti che nel corso della vita di un grande uomo, medico e padre, hanno influenzato tutti coloro che gli hanno camminato accanto. E’ un “libro memoria”, adatto ad ogni lettore, un invito ad ognuno, a rivedere il proprio legame familiare, valorizzando ed apprezzando i sentimenti che sono il legante dell’esistenza, per risvegliare il senso della vera felicità. La narrazione ha come sfondo una realtà genuina ed autentica, uno scorcio di storia che i nostri ragazzi conoscono soltanto attraverso i racconti dei loro nonni.

Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?

Luisella Grifa - Il libro trova le sue radici nella realtà di medico vissuta dal suo protagonista, nella vita complessa e ricca che lo ha caratterizzato, nell’ambito di una professione vissuta come servizio per la gente. Un popolo umile e saggio, quello di San Giovanni Rotondo, che ne ha riconosciuto con gratitudine, il valore e l’impegno. A tratti la narrazione si tinge di una lieve magia nostalgica, che nasce dalla rievocazione dei ricordi di una bambina, quasi mitologici se contestualizzati al suo presente.

Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?

Luisella Grifa - L’intento di questo libro, è il desiderio semplice e sano di mantenere luminoso il ricordo di un uomo, che ha percorso il suo cammino di medico e di padre, con la convinzione di compiere una missione. Questo impegno svolto sempre con infinita fede e serenità, costituisce il leitmotiv del testo, che miscela, in un clima confidenziale e discorsivo, episodi seri e piacevoli, a volte volutamente narrati, con un pizzico di ironia.

Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito il libro "Il Medico della gente", se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?

Luisella Grifa - Tanti i passaggi che si dipanano nel libro, con il loro personale e profondo contenuto: altamente significativa, è la testimonianza del dott. Grifa, nell’ultimo capitolo, in cui si attesta, il 23 settembre 1968, il passaggio alla Casa del Padre di San Pio da Pietrelcina. Si è trattato di un evento di una rilevanza estrema che ha segnato il popolo di San Giovanni Rotondo, come gli innumerevoli fedeli e naturalmente il protagonista del testo.

Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?

Luisella Grifa - I miei amici silenziosi, ma fin troppo espressivi e comunicativi, sono stati da sempre, i libri. Amo la lettura. Amo tenere accanto a me un libro, che possa abbracciarmi nei momenti in cui il mio spirito ha bisogno di libertà. La lettura è in grado di curare i malesseri interiori, come di esaltare la felicità. Amo scrittori come Paulo Coelho e Erri de Luca, che miscelano il senso di fede alla loro narrazione, fluida e profonda al contempo.

Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?

Luisella Grifa - Considero la pittura un’arte in grado di imprigionare “l’istante”, come le righe di un libro o i versi di una poesia. Se, ad esempio, ci si sofferma su una tela di Hopper, uno dei pittori che prediligo, è facile accostarla alla poesia evocativa e constatare come essa racconti la vita, tanto quanto il testo di una canzone o di un romanzo. Amo l’arte, la bellezza di chi svela. Amo la delicatezza di bisbigliare l’intimo, senza aggredire, senza prepotenza, con il coraggio di struccarsi da artefatti o sofismi.

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?

Luisella Grifa - La mia passione infinita è la poesia. La considero magicamente e immediatamente curativa. Un pharmakon in grado di toccar le corde del cuore di ognuno, della mente, dell’essere nella sua totalità, con una azione lenitiva e benefica. Arriva all’essenziale modellandosi con esso, tralasciando la superficialità con le sue ipocrisie.

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?

Luisella Grifa - Apprezzo il libro sia nella sua veste tradizionale, che in quella digitale, perché le ritengo entrambe utili. La prima consente una relazione più diretta, che coinvolge i vari sensi. Il profumo della carta, la consistenza delle pagine da sfogliare, marcando le righe con la mina di una matita, come tatuaggi di memorie scritte. La seconda tuttavia, si dimostra utile nella frenesia quotidiana, nelle situazioni di emergenza, in cui si vuole leggere, al volo, come accade allorché si consuma uno spuntino veloce.

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.

Luisella Grifa - La scrittura è simile ad uno specchio, ogni autore può immergere la propria fragilità, le proprie insicurezze, il proprio percorso, tra le righe di un libro, ma è, altresì, immagine speculare del lettore, che si cerca in quelle medesime pagine. Le due immagini appaiono quasi simmetriche, l’una è il riflesso dell’altra.

Domanda - Un motivo per cui comprerebbe il libro, se non lo avesse scritto.

Luisella Grifa - Questo libro vive del suo protagonista. E’ la memoria profonda e sincera di un padre, premuroso, simpatico e di un medico intuitivo e brillante.
La narrazione è impregnata di nostalgia, ironia e felicità insieme, su uno sfondo pittoresco che si dirama tra la Puglia e la Sardegna.
Risalta vivido il ricordo di un uomo dalla personalità complessa, della sua compagna di viaggio, della sua famiglia e dei suoi pazienti in un paese “piccolo”, al momento dei fatti narrati, come San Giovanni Rotondo. Ciascun figlio è legato ai suoi genitori, non soltanto per l’evento meraviglioso della natività, ma per quanto gli hanno insegnato e mostrato. Per tale ragione, invito ogni bambino, ogni papà ed ogni mamma a leggere questo libro, poiché la storia che scopriranno, può aiutare a riflettere sulla propria vicenda. Invito a ricordare e riscoprire in essa, il sapore della felicità autentica e semplice, che è spesso così vicina, ma invisibile a degli occhi troppo stanchi o distratti. E’ facile immaginare quale sarebbe la risposta di ogni genitore alla domanda su quale futuro si auguri per i propri figli: “Vorrei che fossero felici...”, in questo caso è una figlia che dice a suo padre:” Grazie papà, mi hai reso felice, ma sono certa che ora sei felice con me e per me…”. Salute amico…

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?

Luisella Grifa - Un prossimo “desiderio” editoriale è una raccolta di poesie. Un chiaroscuro in grado di esaltare le diverse sfaccettature dell’animo umano, dipingendo mediante i versi, i ritratti delle persone e della loro umanità.

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