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Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
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Intervista ad ANTONELLA LAGANA’, che presenta ai lettori il libro QUASAR ( Aletti Editore )

di Rassegna Stampa

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai QUASAR? Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?

Antonella Laganà - Le mie poesie esprimono i sentimenti dell’uomo nel suo breve viaggio sulla terra: sentimenti antichi, potenti e caldi come la luce del Quasar.
Un QUASAR è l’oggetto più luminoso dell’Universo con elevato spostamento verso il rosso cosmogonico e caratterizzato dall’emissione di una enorme quantità di energia.
È un nucleo galattico ancora attivo. Deriva dalle galassie che popolarono l’universo nei primi miliardi di anni della sua esistenza. Credo che la luce eterna che arriva dal cosmo ci tramandi l’anima, come l’aria della terra ci trasmette la vita.

Domanda - Quanto la realtà ha inciso sulla scrittura ?

Antonella Laganà - La realtà interiore ed esteriore è la matrice di ogni mia poesia. Io descrivo il viaggio della mia anima su questa terra verso la libertà e la felicità. L’anima è antica, ma la nostra esistenza è nuova e ci troviamo immersi in un mondo dualistico, in cui gli opposti sono fra loro necessari: giorno-notte, amore-odio, caldo-freddo e così anche la felicità non può esistere senza il dolore. Occorre accettare anche il dolore, perché il “niente” è la fine della sensibilità vitale.
La durezza della strada nella mia adolescenza e giovinezza mi ha ferita profondamente, ma ho resistito e il mondo mi ha poi lentamente rivelato la sua bellezza: l’infinita creazione divina è un miracolo che noi possiamo perpetuare con la nostra opera. Oltre alla gioia della pittura, ho imparato anche a sognare, perché ciò che sogni esiste.

Domanda - La scrittura come valore testimoniale: cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?

Antonella Laganà - Voglio salvare per le generazioni future il sogno e la speranza in un mondo d’amore e di bellezza. L’AMORE è la fiaccola che deve essere perpetuata. L’amore è una forza che supera ogni ostacolo, ma non va confuso con l’egoistica attrazione.
Per amore in giovinezza si soffre atrocemente, vedi I dolori del giovine Wherter di Goethe, Jacopo Ortis di Foscolo, Chateaubriand nelle Memorie d’Oltre tomba. Ma l’esperienza poi fortifica e si comincia a scoprire la bellezza del creato, affiora il piacere dell’esistere, si comincia a desiderare e a sognare e si risveglia la speranza della felicità.
Come dice Proust, l’amore è spazio e tempo misurati dal cuore.
L’amore è superamento dell’attaccamento egoistico e secondo Shakespeare è un faro sempre fisso che sovrasta la tempesta e non vacilla mai.
Freud tenta di ripristinare l’unità promordiale delle forze con la sublimazione della libido inibita stabilendo una relazione fra le pulsioni sessuali desensualizzate e le attività umane artistiche e religiose.
Ma sempre si riconosce il carattere infinito dell’amore, e per il cristianesimo deve essere improntato a carità per cui devi amare il prossimo tuo come te stesso come ha fatto Cristo.
Il Buddismo va oltre e afferma che la comprensione con il cuore apre la strada alla felicità.
Martin Luther King afferma che l’amore è l’unica forza capace di trasformare un nemico in amico, e Fernando Pessoa, su cui ho sostenuto la tesi, dice che l’amore è un frammento mortale di immortalità.

Domanda - A conclusione di quest’esperienza formativa che ha partorito il libro: ”Quasar“, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?

Antonella Laganà - Voglio ricordare le poesie che dimostrano che il mondo è bello. La poesia che forse amo di più è "L’infinito dentro di noi" in cui la luce, i profumi, i suoni della natura mi attraversano e mi trasmettono piacere e verità.
Nella poesia ”Breve vita“ è protagonista la vita, che dopo le sofferenze della giovinezza, riesce poi a sedurci completamente. "Venezia" è la poesia in cui sono inebriata dalla bellezza, dalla luce, dalla storia, dal fascino di questa città. “I guerrieri di terracotta” mi scaturì quando vidi a Roma l’esposizione di queste statue che parevano creature vive attraverso i secoli, come se un miracolo avesse preservato i loro sentimenti e la loro fedeltà ad un ideale.
Per concludere, "Speranza" è la poesia il cui messaggio è accettare il dolore, ma guardare con forza verso il sole della creazione. Ma amo tutte le poesie che ho scritto, come "Yellow Bar" che scrissi a Pisa durante il ‘68 e in cui sento come una prigione il presente di guerriglia e ruggisco aspirando a un futuro pieno di mondi diversi.
Ma è il sole il mio amico più grande, perché nei momenti di dolore mi ha sempre trasmesso un raggio di speranza.

Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?

Antonella Laganà - Sono laureata in Lettere e al Liceo Classico mio professore era un intellettuale e poeta del calibro di Elvio Natali, padre dell’ex Direttore degli Uffizi Antonio, che ci ha fatto analizzare i motivi dominanti dei maggiori testi poetici e conoscere le critiche dei maggiori pensatori.
Sulla mia sensibilità poetica hanno inciso in maniera fondamentale i poeti ermetici Montale, Quasimodo ed Ungaretti.
La loro parola pregnante non è simbolo della realtà, ma è realtà: il ritmo dei loro versi è capace di suscitare atmosfere esistenziali , pensieri ed emozioni profondissime.
Non sono neanche insensibile al fascino musicale e pittorico della lirica onomatopeica del Pascoli, non sufficientemente conosciuto, e adoro anche la poesia di D’Annunzio "La Pioggia nel pineto" in cui avverto profumi, odo suoni, in una compenetrazione sensuale e panica con la natura.
Ma Leopardi, Carducci e i versi eterni di Dante, Omero, Virgilio sono comunque impressi nel mio inconscio e sono alla base del mio amore per la poesia.

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro,quali altri generi letterari predilige?

Antonella Laganà - Prediligo la scrittura teatrale.
A Firenze per due anni ho avuto la gioia immensa di frequentare la Scuola di Drammaturgia di Edoardo. Eravamo in pochi ed io gli ero davvero affezionata: perché Edoardo era fra noi come un amico che narrava la sua vita artistica e i segreti del teatro. Posso affermare che Lui era il TEATRO. E ce lo ha fatto amare e rispettare: il teatro rappresenta fin dall'origine dell’umanità una cerimonia iniziatica con un immenso valore catartico. Edoardo ci ha trasmesso l’amore per il teatro, ma anche il Rigore dello scrittore che deve combattere fino in fondo per salvaguardare la sua libertà espressiva.
Per due anni a Roma a Cinema Democratico mi sono occupata poi anche di scrittura cinematografica col caro e affettuoso Leo Benvenuti, con Ugo Pirro e Tonino Valeri.
Ma trovo che la scrittura cinematografica sia meno artistica in quanto più descrittiva, mentre artistico può divenire il film che ne deriva.

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?

Antonella Laganà - Adoro il libro cartaceo, concreto: la copertina, la rilegatura, i caratteri, la qualità della carta, per non parlare delle immagini!
Ci sono dei testi antichi ricchi di miniature che sono già dei capolavori estetici, al di là della conoscenza che ci trasmettono.
Il libro cartaceo è come le Piramidi d’Egitto ed i ponti di pietra dell’Antica Roma: una testimonianza che resta.
Però il libro digitale è geniale: lo puoi leggere OVUNQUE senza spostarti, e puoi anche ritrovare testi antichi e rari che prima avresti impiegato mesi per rintracciare nelle varie biblioteche di chissà quale città.
Dato che alla fine poi in letteratura è solo la parola che conta, …viva il libro digitale.

Domanda - Per terminare, quale è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro?

Antonella Laganà - Io sono anche pittrice, ma in entrambe le arti il procedimento è simile: tutto inizia con il getto dell’emozione, un fiume che travolge e a cui devi tenere dietro con la parola o con i colori.
Segue poi la lenta e rigorosa elaborazione, il ”Labor limae “: devi capire quello che stai facendo e poi realizzarlo usando il minimo per esprimere il massimo.
È importante il ritmo del verso, perché l’ordine delle parole incide sull’emozione che si vuole trasmettere.
Occorre ricordare che l’arte è arte solo quando arriva al pubblico, quando ne stimola la sensibilità e lo emoziona.
Per questo… è ritenuta… pericolosa!

Domanda - Un motivo per cui comprerebbe QUASAR se non lo avesse scritto.

Antonella Laganà - Lo comprerei perché è formalmente bello e moderno, stimolante nei contenuti, emozionante e intenso come un Quasar.
Lo comprerei subito perché descrive il viaggio iniziatico di ciascuno di noi verso la creazione e la felicità.

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?

Antonella Laganà - Vorrei scrivere testi teatrali che rappresentino la realtà sociale di oggi.
Nessuno ha ancor compreso questo mondo sfuggente e globalizzato in cui l’uomo è stato degradato a numero, come nel nazismo.
Invece anche il corpo, e non solo dell’uomo ma di tutti gli esseri viventi, comprese le piante, è sacro.
Ma nello stesso tempo amo dipingere la bellezza del mondo… e mi trovo più spesso in mano il pennello anziché la penna.
Sarei anche tentata di scrivere un gigantesco libro di memorie, per trasmettere il ricordo di tutti coloro che ho amato e sono ancora dentro di me.
Ma… ripeto… alla fine… io ora dipingo!!!

Autore: Antonella Laganà
Titolo: Quasar
Editore: Aletti
Prezzo di copertina: Euro 12
Genere: Poesia

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