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Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Racconto
 
Notizie Presenti:
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Intervista a Michela Traverso , che presenta ai lettori il libro "Impronte di penna" ( Aletti Editore )

di Rassegna Stampa

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai "Impronte di penna"?

Michela Traverso - Il titolo è nato dalla collaborazione, dalla condivisione di idee tra amici davanti a una buona bottiglia.
Uno scambio di messaggi, pensieri diversi, combinazioni di parole, tutte però con un’idea di base: il libro è una raccolta di esperienze non vere ma verosimili, nelle quali ogni lettore può trovare qualcosa di sé.
Quell’impronta lasciata dal proprio cammino, quella traccia del proprio vissuto che può aver condizionato anche decisioni altrui.
Il percorso di ognuno fa parte di una fitta trama di realtà distinte, inevitabilmente concatenate.
Impronte come esperienze di vita, come tracce sulla sabbia, rese indissolubili dal tratto di una penna.

Domanda - Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?

Michela Traverso - Gli argomenti principali sono i sentimenti. Le esperienze di vita trasformano, plasmano, cambiano ognuno di noi: sono le conseguenze delle nostre emozioni.
Una stessa vicenda può essere vissuta in innumerevoli modi, in relazione alle emozioni coinvolte, al momento in cui si affronta, al proprio vissuto.
Le emozioni sono la nostra linfa vitale: la nostra forza e la nostra debolezza.
Noi, in quanto poliedrica associazione di sfumature di sensazioni.

Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?

Michela Traverso - Tutti i 7 racconti sono una fusione di episodi di vita non vera ma verosimile.
Spesso prendo spunto da avvenimenti veri e, su questi, elaboro l’evento in relazione al mio storico e al messaggio che questo episodio mi ha trasmesso.
Adoro ascoltare le persone e ho la fortuna di creare un rapporto di fiducia, credo, nel mio interlocutore.
Mi capita spesso di essere spettatrice di racconti di vita reale, che suscitano in me reazioni, emozioni, vere a tal punto che sento il bisogno di rendere condivisibili con altri tramite la scrittura, per il valore insito che ogni vissuto ha.
Ad esempio, “Aspettami” è un esempio del mio quotidiano lavorativo, in cui ho inserito il rapporto meraviglioso con una persona a me molto cara, nonostante sia ormai mancata da anni.
Per questo “Impronte di penna” contiene storie verosimili in cui ognuno può immedesimarsi.

Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?

Michela Traverso - Vorrei in qualche modo, come racconto in “Le storie mantengono in vita”, lasciare una traccia di me, delle mie esperienze e analogamente di tutti i miei amici e persone che hanno condiviso con me momenti di grande valore. Potrei anche definire queste pagine delle impronte tracciate da altri che possano essere di supporto, confronto per coloro che decideranno di sfogliare il mio libro, cercando emozioni oltre le righe.

Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito il libro "Impronte di penna", se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore, come li descriverebbe?

Michela Traverso - Non vi è una storia più dell’altra per me importante, perché ognuna è parte di me.
Sono aspetti diversi che sviluppano una parte della mia persona.
Non riesco a scrivere altro, se non rispecchia qualcosa del mio storico, del mio ieri e del mio oggi.
Ogni racconto presenta istanti importanti.
“I grandi occhi marroni di Iaele”, “iniziò a traferire su fogli il suo vissuto”, “in un istante Grazia si trovò tra le mani il suo sogno”, “un muro li separava: una barriera fisica ed ideologica”, “Marina viveva delle emozioni altrui”, “tra di loro c’era Lui, un pezzo non definito del loro puzzle, con incavi imprecisi e sporgenze accennate”, “Eva era in grado di comprendere le sofferenze altrui”.
Ognuna di queste frasi racchiude parte di me.

Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?

Michela Traverso - Da ragazzina ho letto tre libri che hanno “plasmato” il mio rapporto con la scrittura e il modo di esaminare gli eventi quotidiani: “Il male oscuro” di Berto, “La coscienza di Zeno” di Svevo e “Uno, Nessuno e Centomila” di Pirandello.
In ognuno il protagonista è elemento di studio da trasferire su di sé: un flusso di pensieri che inducono il lettore ad un’autoanalisi.
Sono testi che consiglio a tutti e che inevitabilmente al termine della lettura lasciano qualcosa di nuovo nel lettore.

Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?

Michela Traverso - Il quotidiano condiziona la persona: gli studi affrontati, le esperienze della vita, le persone conosciute, gli incontri fortuiti e gli scontri inevitabili.
La scrittura, dal mio punto di vista, è il risultato, almeno nel mio caso, di tutto ciò: sono io.

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?

Michela Traverso - Non ho un genere che prediligo, dipende molto dal mio stato d’animo del momento.
Scelgo spesso ambientazioni lontane: è un modo di viaggiare senza spostarsi dal proprio divano.
In linea di massima adoro diversi autori orientali fra cui Murakami, Mishima e la stessa Banana Yoshimoto, ma ognuno per motivi diversi.
Murakami dal mio punto di vista è la fusione armonica tra il reale e il fantastico, ogni scritto di Mishima è un’analisi accurata, profonda, lenta, dell’essere umano, mentre Banana Yoshimoto è la quotidianità vissuta con una leggerezza mascherata.

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?

Michela Traverso - Mi sono in più occasioni cimentata a leggere libri digitali, ma non riesco a mantenere la concentrazione a lungo, forse per un difetto della vista comune a quasi tutti i quarantenni.
Avere comunque un libro tra le mani è una sensazione diversa: lo si vive a pieno, lo si accarezza, si esamina ogni caratteristica, lo si odora, diventa parte del tuo quotidiano.
Sono un animo romantico.

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.

Michela Traverso - La scrittura la considero un momento dedicato a me.
Quando scrivo non esiste altro: sono io e il personaggio del momento.
Alle prime battute non ho assolutamente idea di come possa terminare il racconto, è un divenire al momento, sono curiosa io stessa di raggiungere le ultime righe per scoprire cosa accadrà a Eva, Luca, Marina…
Non mi pongo limiti, o idee predefinite, ma cresciamo insieme e insieme ne tracciamo la storia e definiamo la fine.

Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe "Impronte di penna", se non lo avesse scritto.

Michela Traverso - Nessuno è immune alle difficoltà della vita, ognuno di noi ha affrontato momenti più o meno complessi e “Impronte di penna” potrebbe proprio raccontare una di queste realtà, in cui risulta inevitabile immedesimarsi.
Lo acquisterei perché gioca su due aspetti: è reale nelle sue storie verosimili.

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?

Michela Traverso - In realtà non ho mai smesso di scrivere dalla pubblicazione di “Impronte di penna”. Ho ancora molte cose da raccontare, esperienze di vita da condividere.
Non ho la certezza di pubblicare un altro libro, ma di sicuro non smetterò mai di creare nuovi personaggi.


Collana "Gli emersi - Narrativa"
pp.84 €12.00
ISBN 978-88-591-5238-5
Il libro è disponibile anche in versione e-book

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