Home Page  
Progetto Editoriale  
Poesia  
Narrativa  
Cerca  
Enciclopedia Autori  
Notizie  
Opere pubblicate: 16427

-



4° Premio Letterario Internazionale
Maria Cumani Quasimodo

Sezioni: Poesia, Narrativa, Teatro, Saggistica e Musica

Scadenza 27 Dicembre 2019
 

Grande novità

nuova masterclass Mogol e Aletti




SCADENZA
11 Gennaio 2020

*******************************

IV CONCORSO
di poesia

"IL TIBURTINO"
GRATUITO



SCADENZA
8 Gennaio 2020

Grandi riconoscimenti per i finalisti:
Premi per i primi 10 classificati e una pubblicazione monografica gratuita con servizi professionali del valore di 1950 euro.

INVIA ORA LE TUE POESIE

 
Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Racconto
 
Notizie Presenti:
 -

Intervista a Valeria Cospito sul suo romanzo "Un unico destino" ( Aletti Editore )

di Rassegna Stampa

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai "Un unico destino"? Quali sono gli argomenti ricorrenti o per lei fondamentali che tratta in questo volume?

Valeria Cospito - Il titolo è motivato dalla storia di tre donne rimaste vedove nello stesso periodo in circostanze misteriose. Le loro vite si incrociano e si somigliano.
Dotate di una forza non comune, con una caparbia e dolorosa retrospettiva del loro vissuto, sostenendosi a vicenda, condividono l'esigenza di fare chiarezza nell'improvvisa scomparsa dei rispettivi mariti. Scavando nel passato, pur deluse da dubbi e interrogativi angosciosi, pian piano riescono a riacquistare la fiducia nel prossimo e a realizzare una nuova esistenza.
Il tema fondamentale e il messaggio di questo mio scritto, è infatti il desiderio di superare il dramma conseguente la vedovanza per tornare a sperare in un futuro migliore. Tale legittima aspirazione è la base sulla quale ho innestato la trattazione di altri argomenti, non meno importanti, quali la forza delle donne, la complicità femminile, il superamento di pregiudizi e luoghi comuni, nonché l'amore in tarda età.
Tutto ciò è inserito in una storia di pura invenzione a cavallo tra l'avventura e il giallo... morbido che, senza assumere i contorni di una narrazione cruenta, trae spunto da fatti di cronaca realmente accaduti, ma debitamente romanzati.
Il lieto fine è la concretizzazione delle aspirazioni di tre donne che scopriranno di essere legate da un unico destino.


Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?

Valeria Cospito - Nei miei romanzi lo spunto di scrivere è sempre offerto da un fatto realmente accaduto che provoca in me una forte emozione. È chiaro però che, con spirito creativo mi appello, sia pure parzialmente, alla fantasia. Ecco perché in questo libro presento una storia romanzata partendo da drammi che hanno sconvolto la vita di persone care, legate a me da vincoli di amicizia.
Scendendo nel concreto, qualsiasi genere letterario affronti, non mi piace intrappolarmi seguendo uno schema elaborato precedentemente, perché ritengo di essere uno spirito libero. In ogni caso, mi accorgo perfettamente quando le tante idee che frullano dentro di me hanno bisogno di ordine e debbono venir fuori; è allora che i tempi sono maturi per sedermi a tavolino e scrivere. Pian piano la trama prende forma e tutto diventa consequenziale secondo i canoni della logica e della razionalità, almeno lo spero.


Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall'oblio del tempo con questo suo libro?

Valeria Cospito -Con il mio scritto ho voluto testimoniare quanto sia importante non soccombere alle tragedie e a un destino apparentemente avverso. Per trasmettere tale messaggio ho curato la descrizione dettagliata dei fatti, la loro evoluzione, ma soprattutto le implicazioni psicologiche dei personaggi. Questi ultimi, seguiti passo passo nei cambiamenti d'umore e nel mutare graduale del loro stato d'animo, testimoniano il passaggio da uno stato di prostrazione, al desiderio di rinascita e rinnovata fiducia nel prossimo.


Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito il libro "Un unico destino", se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?

Valeria Cospito - Se dovessi isolare degli episodi, forse darei più spazio alla figura di Ginevra che, rimasta incinta, incarna la forza delle donne capaci di andare avanti egregiamente anche da sole. Ritengo invece che certi uomini, per fortuna non tutti, non se la sentono di assumersi la responsabilità di diventare padri e formare una famiglia.
Il tema dell'abbandono, oggi come ieri, di grande attualità, mi sarebbe piaciuto trattarlo più ampiamente per descriverlo nei vari risvolti psicologici. Ovviamente non mi è stato possibile dilungarmi in tal senso, ma mi sono concessa di lanciare un messaggio per quanti vorranno coglierlo. Al riguardo, come è mia abitudine, il libro contiene tanti messaggi che meriterebbero un maggiore approfondimento, perciò è probabile che metterò a cantiere altre fatiche letterarie, perché... di fatiche si tratta.


Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione; altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?

Valeria Cospito - Ho avuto una formazione classica e mi sono sempre ispirata ad autori di grande spessore che hanno esaltato l'importanza dei valori fondamentali nella vita di ognuno di noi. In questa ottica ho apprezzato anche scrittori moderni che hanno focalizzato l'attenzione sulle tematiche sociali più ricorrenti, sulla superficialità e la leggerezza dell'essere, sull'importanza dei sentimenti connessi ai sani principi. Tra gli autori da me prediletti, Manzoni, Fogazzaro, Tomasi di Lampedusa, Pirandello, mi hanno sempre affascinata e ne ho tratto insegnamento. La stessa cosa è accaduta leggendo scrittori più recenti quali Moravia, Susanna Tamaro, Oriana Fallaci e tanti altri anche stranieri. Mi sono così affinata nella capacità di osservazione e descrizione di fatti, situazioni e personaggi, sensibilizzandomi gradualmente all'analisi critica che trascende il luogo comune.


Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?

Valeria Cospito - La capacità di descrizione per rendere nitida ogni tipo di immagine, mi viene dalla passione per la fotografia coltivata fin da giovanissima. Mi è sempre piaciuto fissare nel tempo le emozioni cogliendole nell'attimo fuggente e nella loro autenticità. Anche la pittura ha influenzato il mio modo di scrivere. Come un pittore dipinge i dettagli di ciò che vuole rappresentare per facilitare la comprensione dello stato d'animo di un personaggio o le caratteristiche di un paesaggio, altrettanto, scrivendo, vorrei ottenere gli stessi risultati con una scelta oculata delle parole, con un periodare scorrevole e con l'efficacia dei dialoghi o dei monologhi. In tal senso mi sento vicina alla pittura e prediligo l'impressionismo, in particolare la ritrattistica. La scelta dei soggetti, dei colori per ottenere le giuste sfumature, le espressioni di gioia, dolore, incertezza, soddisfazione e quant'altro, impegnano il pittore, proprio come accade a me in quanto scrittrice. Quando descrivo un personaggio, mi sforzo di esaltarne le caratteristiche fisiche, lo stato d'animo e i sentimenti perché ritengo sia importante dare l'impressione di vedere ciò che si legge.


Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?

Valeria Cospito - Come genere letterario, nell'ambito delle opere in prosa, prediligo l'autobiografia, la novellistica e il romanzo.
Mi sono già cimentata nella stesura di "Per lasciare un'impronta", una retrospettiva della mia vita finalizzata a trasmettere, con ottimismo, valori e messaggi importanti. Per la novellistica ho scritto "Quindici perle della mia collana", un'opera in cui ho raccolto novelle brevi e di ampio respiro, ispirate a problematiche sociali di interesse comune. La necessità di rendere più ampia la narrazione, mi ha indotta a passare dalla novella al romanzo. Ho così concepito un romanzo introspettivo dal titolo "Come il fiume che scorre" ove s'impone il tema dell'abbandono. Successivamente ho prodotto "Un unico destino" in cui, in una trama che assume le caratteristiche di un giallo morbido, do molto spazio alle implicazioni psicologiche.
Mi piace anche la poesia, quella crepuscolare ed ermetica in particolare, che ho cercato di emulare nei miei componimenti. Ho infatti scritto raccolte quali: "Pensieri a colori", "Sussulti del cuore", "Zephirus 2017", "Un fazzoletto di cielo" e tante altre poesie... in libertà, alcune delle quali hanno ottenuto ragguardevoli consensi e premi letterari.


Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?

Valeria Cospito - Il libro cartaceo lo trovo più autentico e immediato. Di esso mi piace l'odore della carta, lo trovo accattivante, posso sfogliare le pagine apprezzandone il tatto, sottolineare le frasi più significative per evidenziare la comprensione di concetti e contenuti e che dire del piacere di poterlo riporre in uno scaffale per fare bella mostra di sé così da impreziosire uno studio, una libreria, una biblioteca.


Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura durante la composizione del libro?

Valeria Cospito - Ho iniziato a scrivere questo romanzo di getto animata da entusiasmo e voglia di dare ordine alla miriade di idee che avevo in testa. Andando avanti, poiché la trama si evolveva in una serie di intrecci che mi obbligavano a seguire percorsi fra loro compatibili, dovevo essere molto attenta a non cadere in contraddizioni o in confusione. Dovendo seguire passo passo l'evoluzione dei personaggi, il cui stato d'animo era soggetto a cambiamenti in relazione al mutare dei fatti, la fatica è stata notevole. Le scoperte improvvise, le sorprese, i misteri, i nodi da sciogliere, mi impegnavano nello sforzo di concepire contenuti credibili. Se mi veniva naturale esporre le implicazioni psicologiche relative ai personaggi principali, avevo difficoltà ad inventarmi tutto ciò che riguardava le caratteristiche di un romanzo giallo. Forse una trama preordinata mi avrebbe reso il compito più facile, ma è più forte di me, ho più soddisfazione a procedere a braccio, anzi, in tal modo, la soddisfazione è doppia.


Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe "Un unico destino", se non lo avesse scritto?

Valeria Cospito - Certamente sarei attratta dalla copertina del libro che rappresenta il ponte girevole di Taranto, mia città di origine. Ma per quanti non sono pugliesi come me, ritengo che l'illustrazione ed il titolo del romanzo possano comunque incuriosire, magari facendo ipotizzare una metafora. Il ponte rappresenta il mezzo di comunicazione fra due sponde opposte; la possibilità di raggiungere l'altra riva, significa superare gli ostacoli e raggiungere l'obiettivo. Infatti, quanti incontrano le stesse difficoltà, debbono solidarizzare nell'affrontare un percorso comune. Ciò li unisce nello sforzo e si crea così la giusta complicità per rasserenarsi e risolvere ogni problema.


Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?

Valeria Cospito -Come ho già detto, ci sono tanti temi che mi piacerebbe approfondire. Siccome il romanzo è condizionato da una trama che consente di dare poco spazio a più tematiche perché se ne predilige sempre una, probabilmente nel prossimo futuro non è escluso che possa riaccostarmi alla novellistica, forse come pausa, tra uno sforzo letterario e l'altro. In ogni caso, non mi precludo la possibilità di proporre nuovamente un romanzo. Il mio stato d'animo è altalenante. Chi vivrà... vedrà!


Collana "Gli emersi - Narrativa"
pp.252 €14.00
ISBN 978-88-591-5884-4
Il libro è disponibile anche in versione e-book

Seguici su Facebook
www.facebook.com/alettieditore

e su Twitter
www.twitter.com/alettieditore

Visita il nostro Canale Youtube
www.youtube.com/alettieditorechannel
Segnala questa opera ad un amico

Inserisci una nuova Notizia
Notizie Presenti