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4° Premio Letterario Internazionale
Maria Cumani Quasimodo

Sezioni: Poesia, Narrativa, Teatro, Saggistica e Musica

Scadenza 27 Dicembre 2019
 


XX Concorso di Poesia Inedita "HABERE ARTEM"

Presidenti di Giuria: F. Gazzè G. Aletti



Scadenza
18 Novembre 2019


 
Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
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Intervista a Leonardo Bologna, che presenta ai lettori il libro "Siamo solo fantasmi in un mondo pieno di specchi" - Aletti Editore

di Rassegna Stampa

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai "Siamo solo fantasmi in un mondo pieno di specchi"? Quali sono gli argomenti ricorrenti o per lei fondamentali che tratta in questo volume?

Leonardo Bologna - Ho intitolato la raccolta: “Siamo solo fantasmi in un mondo pieno di specchi” per evidenziare il continuo e costante paradosso che affligge la società moderna. Una società disgregata da molteplici fattori, esogeni ed endogeni che, come una malattia invisibile, lacera e consuma sempre più quelli che dovrebbero essere valori indelebili dell’animo umano ovvero l’amore per la vita e soprattutto la realizzazione dei propri sogni. All’interno della raccolta possiamo ritrovare differenti tematiche, tematiche che “dipingono” nel bene e nel male le diverse sfumature racchiuse nel cerchio della vita dell’essere umano. È un’opera che spazia tra finzione e realtà, odi et amo, dubbi e domande che sfociano nell'indomabile mare dell’indeterminatezza esistenziale per poi volatilizzarsi nella sottile nebbia dell’avvenire.


Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?

Leonardo Bologna - La realtà ha influenzato quasi totalmente l’opera stessa, gioia e dolore, vita e morte si fondono in un magico e dannato paesaggio chiamato vita.


Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall'oblio del tempo con questo suo libro?

Leonardo Bologna - Principalmente la scrittura è per me inno alla vita, miglior medicina ed al contempo il più letale dei veleni. Un dono che suscita nell’essere umano differenti emozioni, un luogo dove potersi fermare in un mondo che non smette mai di fare rumore. Non vi è gioia più grande nel regalare, attraverso la stessa, sensazioni in un mondo che sempre più si cela dietro l’indifferenza. Con questo libro ho voluto custodire in modo indelebile ciò che l’uomo ha di più prezioso: i ricordi.


Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito il libro "Siamo solo fantasmi in un mondo pieno di specchi", se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?

Leonardo Bologna - Indubbiamente l’opera contiene felici ricordi che sempre porterò gelosamente dentro me e, come fantasmi, non smetteranno mai di seguirmi. Chiudendo gli occhi posso ancora percepirne il profumo, l’essenza depositata nel “cassetto” della mia mente. Come potrei, ad esempio, dimenticare lo scoppiettio delle braci che trasmetteva felicità nella notte di natale, l’abbraccio di nonna ed il suo sorriso, l’azzurro infinito del cielo del Delta del Po? Sostengo, infatti, che i ricordi siano vere e proprie armi a doppio taglio; capaci di far sorridere o piangere al solo riviverli.


Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione; altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?

Leonardo Bologna - Personalmente ritengo di vitale importanza l’influenza che autori quali ad esempio Giacomo Leopardi con il suo romanticismo e secondariamente Charles Baudelaire, simbolista nonché anticipatore del decadentismo, hanno trasmesso e caratterizzato nel mio modus scribendi quotidiano. Non posso però non citare l’autore cui dedicai studi e ricerche durante lo svolgimento della tesi: “l’antico rettore di Salamanca” Miguel de Unamuno la cui fame d'immortalità o meglio “hambre de immortalidad” mi permise di pormi molteplici quesiti per poi offrirli nuovamente al lettore. Ultimo, non meno importante, è dato dal magnifico ermetismo di Eugenio Montale, il cui stile tanto complesso quanto interessante ha suscitato in me diverse emozioni. Quest’ultimi sono per me fonte d’ispirazione.


Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?

Leonardo Bologna - Durante il componimento poetico non poteva in alcun modo mancare la musica, grazie alla quale ho potuto espandere il concetto di scrittura, traendo da essa ispirazione e fantasia. Trovo totalmente corretto affermare che la musica sia cura per l’anima e la mente, senza la quale il mondo risulterebbe semplicemente un luogo monotono o come affermo: una piccola zolletta di terra sola e fredda. A tal proposito mi permetto di riportare le seguenti citazioni: "La musica ha un grande potere: ti riporta indietro nel momento stesso in cui ti porta avanti, così che provi, contemporaneamente, nostalgia e speranza.” (Nick Horbny) e ancora: “La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori.” (Johann Sebastian Bach)
Personalmente rimasi estremamente colpito dal binomio poesia – Ludovico Enaudi (pianista e compositore italiano) la cui musica risuonava dentro me trasportando o meglio cullando i miei pensieri.


Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?

Leonardo Bologna - Trovo particolarmente interessanti i generi utopici in quanto l'utopista sia come coniatore di utopie, sia come semplice propugnatore, sia come pensatore utopico critico può quindi essere tanto colui che costruisce le sue preferenze e le sue scelte ideologiche esimendosi dallo studio e dalla comprensione della realtà e delle sue dinamiche, quanto colui che indica un percorso che ritiene al contempo auspicabile e pragmaticamente perseguibile. In questo “filone letterario” ho apprezzato la genialità di Thomas More con la sua: “Utopia” scritta nel 1516 e successivamente: “La Repubblica di Platone” (IV secolo a.C).


Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
Leonardo Bologna - Personalmente credo che le percezioni sensoriali che derivano dalla lettura di un libro cartaceo possono dare assuefazione essendo uniche nel suo genere. Ogni libro stampato ha un proprio odore, odora di storie vissute o sognate, di lacrime e sorrisi, di gioia e dolore senza poi dimenticare la consistenza immortale ed eterna fra le dita. Il fruscio delle pagine scandisce il ritmo con cui divoriamo una facciata dopo l’altra, immergendo la mente all’interno di un oceano ricco di cose nuove.


Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura durante la composizione del libro?

Leonardo Bologna - Ci sono giorni in cui trovo molto difficile mettere un ordine alle mie idee. Ed il fatto che mi piaccia scrivere è correlato a questa difficoltà. Scrivo all’incirca da quando ho undici anni e normalmente, con la crescita, si dovrebbe migliorare sia come stile di scrittura sia come maturità nel comporre qualcosa, che si tratti di un racconto, un frammento di pensiero, un post sul proprio blog o nel migliore dei casi un romanzo. Anche le scelte di lettura cambiano e maturano: si passa dai libri leggeri per adolescenti, quelli ritenuti “spazzatura”, ai romanzi di formazione per poi giungere a letture che io indico come “impegnative” ma in realtà le migliori e le più intriganti. Ognuno ha il proprio percorso di maturazione, e spesso mi capita di rimpiangere il fatto di non essermi imbattuto in certi libri dal principio: magari qualcosa nel mio percorso sarebbe andato diversamente, la mia scrittura avrebbe preso corpo più presto, e più presto avrei assunto maggiore consapevolezza di quello che facevo. Ho sempre scritto quasi inconsciamente: per spiegarmi meglio, buttavo giù dei pensieri appena mi arrivava l’ispirazione, su qualsiasi tipo di argomento. Andavo più sulle sensazioni provate in una sera diversa dal solito, per quanto la mia vita fosse sempre la stessa tra scuola, studio e uscite saltuarie con amici. L’ispirazione è qualcosa di difficile a cui rapportarmi, ed alla fine concludo che non sono io a doverla cercare, ma è lei che mi deve arrivare dentro.


Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe "Siamo solo fantasmi in un mondo pieno di specchi", se non lo avesse scritto?

Leonardo Bologna - “Siamo solo fantasmi in un mondo pieno di specchi” è un labirinto all’interno del quale i segreti moti della sensibilità e della coscienza, la malattia, la morte, la noia e la solitudine, l'osservazione della vita in ogni sua forma, dalla più pura alla più perversa s'incontrano formando un vero e proprio terremoto il cui epicentro racchiude l'indeterminatezza esistenziale nella sua forma più pura.


Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?

Leonardo Bologna - Assolutamente sì, in un futuro prossimo spero vivamente di poter comporre un'ulteriore raccolta letteraria anche se, francamente parlando, sto attendendo con ansia, giorno per giorno, stimoli ed emozioni atti al raggiungimento di una nuova ispirazione sulla quale prendere il volo, al fine di poter nuovamente liberare le ali della fantasia poetica. Ad ogni modo, darò il massimo cercando di avvolgere il lettore all’interno di una soffice coperta costituita da “nebbiose certezze”.

Editore: Aletti
Collana: Gli emersi
Data di Pubblicazione: maggio 2019
EAN: 9788859159766
ISBN: 8859159768
Pagine: 60
Prezzo di copertina: euro 12

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