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Edizione Straordinaria
per le celebrazioni del 60° Anniversario dell'assegnazione
del Premio Nobel per la Letteratura.

V Premio Internazionale
Salvatore Quasimodo

Scadenza prorogata e definitiva al 30 Settembre 2019
 


VII Concorso Letterario CET SCUOLA AUTORI DI MOGOL

Al vincitore una borsa di studio del valore di euro 3.500



Scadenza
21 ottobre 2019


 
Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Racconto
 
Notizie Presenti:
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Intervista a CLELIA DI STEFANO, autrice del romanzo “Una Rosa d’Oro” - Aletti Editore

di Rassegna Stampa

D.- Partiamo proprio dal titolo, come mai "Una rosa d’oro"? Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?

R.- Il titolo del libro si riferisce ad un oggetto in oro (una spilla) posseduto dalla protagonista della narrazione, ma rappresenta in sintesi il mondo degli oggetti preziosi che sono stati e sono ancora motivo di interesse e di studio per l’io parlante del romanzo.

D.- Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?

R.- Sicuramente la realtà è onnipresente in tutto il tessuto della narrazione, anche se la definizione temporale delle azioni rimane vaga ma certamente si articola dai primi decenni del Novecento alla contemporaneità.

D.- La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?

R.- Certamente si è voluta salvare l’immagine del tempo passato, delle tradizioni familiari, delle liturgie osservate da una società legata alle convenzioni dell’epoca. Appare evidente l’intolleranza del rapporto formale tra i membri della famiglia che restava costretta tra la necessità di educare rigidamente i giovani costringendoli all'obbedienza oltre la data della maggior età così come la scelta dell’attività professionale particolarmente per le donne. Sono comunque tutti temi che mi sono cari e che ho trattato spesso nei miei libri.

D.-A conclusione di questa esperienza formativa che ha generato il libro "Una rosa d’oro", se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?

R.- Non credo di avere episodi particolari da ricordare o da descrivere: tutti concorrono a creare il quadro d’insieme da cui emerge l’interesse per gli oggetti preziosi il quale è il “fil rouge” che collega tutta la narrazione.

D.-Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?

R.- A questa domanda darò una risposta che non vorrei fosse considerata pretenziosa: non c’è stato nessun autore né alcuna fonte che io ritenga fondamentale nella mia formazione culturale, che ha una solida base classica fondata sulla cultura latina e greca, meno che mai potrei trovare, tra le innumerabili (e non innumerevoli) letture della mia vita un’ispirazione “sentimentale”, che, se esiste, è fondata semmai sulle mie esperienze di vita.

D.- Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?

R.- Credo proprio di no, sebbene io riconosca in me una certa predilezione per un filone letterario che, nonostante l’evolversi degli stili e delle mode, è saldamente legato al realismo tanto caro agli scrittori italiani del Novecento.

D.-Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?

R.- Se si parla di scegliere ciò che mi è più gradito leggere, la preferenza è determinata dal momento e dall’umore e spazia dalla prosa alla poesia classica e contemporanea.

D.- Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?

R.- Sicuramente quello cartaceo: non c’è nulla di più gradito, in una casa, che la presenza dei libri amorosamente custoditi nelle librerie, vecchi amici che hanno condiviso con te il tempo della lettura e che te lo rinnovano se mai vorrai riprenderli tra le mani.

D.-Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro?

R.-La composizione del libro è stata agli inizi discontinua, perché si incrociava con molti altri scritti che andavo componendo e che mi venivano richiesti con urgenza. Ma poi, quando l’impegno creativo si è reso indispensabile per concretizzare il progetto dell’opera, in tre mesi circa il testo ha preso forma. Il più lungo è stato il “labor limae”, per arrivare alla conclusione dell’opera.

D.- Un motivo per cui lei comprerebbe "Una rosa d’oro", se non lo avesse scritto.

R.-Probabilmente mi intrigherebbe anzitutto il titolo, poi, una volta presolo in mano e vedendo per sommi capi qual è l’argomento trattato, mi piacerebbe immergermi nel tempo passato e in una “tranche de vie” sconosciuta.

D.- Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?

R.- Ma certo… sto scrivendo il “sequel” del volume precedente di un romanzo che ho pubblicato due anni or sono, e ne ho in cantiere un altro che ho momentaneamente accantonato per mancanza di tempo. Inoltre ho scritto diversi racconti e “storie brevi” cui vorrei dare forma di raccolta, ma anche questo è solo un progetto. Il materiale per altre opere non manca, è piuttosto il tempo da dedicare alla scrittura che spesso si rivela insufficiente. Ma… chi vivrà, vedrà!


Collana Oro
pp.120 €13.00
ISBN 978-88-591-5895-0
Il libro è disponibile anche in versione e-book


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