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Edizione Straordinaria
per le celebrazioni del 60° Anniversario dell'assegnazione
del Premio Nobel per la Letteratura.

V Premio Internazionale
Salvatore Quasimodo

Scadenza prorogata e definitiva al 30 Settembre 2019
 


VII Concorso Letterario CET SCUOLA AUTORI DI MOGOL

Al vincitore una borsa di studio del valore di euro 3.500



Scadenza
21 ottobre 2019


 
Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Racconto
 
Notizie Presenti:
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Intervista a Cristina Ambu, che presenta ai lettori il libro "Semplicemente mia madre" - Aletti Editore

di Rassegna Stampa

D.- Partiamo proprio dal titolo, come mai "Semplicemente mia madre"? Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?

R.- Il titolo è un'anticipazione dell’argomento che sviluppo nel libro. Si tratta di una raccolta di brevi racconti che hanno appunto mia madre come protagonista, vista con gli occhi di una me bambina e descritta dalle mani di una me ormai adulta. L’avverbio" Semplicemente" del titolo, fa riferimento alla mia volontà di descrivere mia madre con semplice autenticità, senza fronzoli o sovrastrutture, negli aspetti meno lodevoli del suo carattere, che abbiamo tutti e che comunque la rendevano unica, a quelli sorprendenti che me l’hanno fatta amare. Ho voluto disegnare mia madre così come la vedevo io, senza la pretesa di asserire che lei, nella realtà, fosse esattamente così come l’ho descritta. È probabile che alcune delle persone che l’hanno conosciuta, leggendo il libro non abbiano riconosciuto la Rita che hanno incontrato nella loro vita, ma quella del libro è la mia personale visione, è la testimonianza di una figlia, e sua figlia ero io. Ecco perché il titolo "Semplicemente mia madre". Nel libro viene trattato un tema universale che è quello dell’amore tra madre e figlia, quindi credo che anche chi non conosca la mia storia personale, e di conseguenza mia madre, possa ritrovarsi tra le pagine di questo libro, perché non c’è tematica più universale dell’amore.


D.- Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?

R.- Questo libro è la mia realtà. Ho descritto avvenimenti realmente accaduti, ho ricordato episodi realmente vissuti, profumi realmente avvertiti, immagini realmente percepite. Ho descritto alcuni momenti salienti della mia infanzia, rivivendoli una seconda volta e analizzandoli con la consapevolezza e le conoscenze che ho acquisito con l’età. Come scriveva il poeta francese Stéphane Mallarmé “il mondo, alla fine, è fatto per finire in un bel libro”, e il mio mondo d’infanzia è finito tutto in "Semplicemente mia madre". Per cui sì, direi che la realtà ha inciso enormemente.


D.- La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?

R.- Questo libro nasce come esigenza di non dimenticare niente di ciò che riguarda mia madre. Ho voluto mettere per iscritto tutti quei ricordi che, negli ultimi mesi della sua vita, forse proprio perché sentivo che se ne sarebbe andata via molto presto, si sono fatti più vividi e sono riapparsi nella mia mente all’improvviso. In questo caso specifico, la scrittura assume un grande valore testimoniale perché mi ha permesso di realizzare una sorta di lascito, una specie di regalo-ricordo per mio figlio e per le generazioni della nostra famiglia che verranno in futuro. La memoria di mia madre ora è al sicuro, incisa su carta per sempre e protetta dall’oblio che il passare del tempo porta con sé.


D.- A conclusione di questa esperienza formativa che ha generato il libro "Semplicemente mia madre", se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?

R.- Con piacere ricordo quei momenti di illuminazione che sono stati le fondamenta della stesura del mio libro. Flashback improvvisi di un passato lontano che si è ripresentato prepotentemente nel presente chiedendo di non essere più dimenticato. Senza quelle reminiscenze improvvise, oserei dire quasi divine, questo libro non ci sarebbe stato.


D.- Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?

R.- Sono tanti gli autori che mi ispirano ogni giorno, che sono stati fondamentali per la mia formazione artistica e culturale e che quindi hanno contribuito, ciascuno a modo proprio, a influenzare la mia scrittura. Tra questi il grande Luigi Pirandello, peraltro protagonista della mia tesi di laurea, Marcel Proust, Sophie Kinsella, Stephenie Meyer, Daniel Glattauer, e tra gli italiani contemporanei Chiara Gamberale, Massimo Gramellini e Fabio Volo per citarne solo alcuni.


D.- Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?

R.- Nel libro, come nella mia vita personale, la musica ha un ruolo fondamentale. Ho citato tanti artisti che hanno influenzato la mia infanzia, le cui canzoni mi riportano alla mente meravigliosi ricordi di mia madre. Celentano e Mango prima di tutti. Le loro canzoni hanno fatto da sottofondo a tutte le nostre vacanze estive, a tutti i nostri viaggi. Mentre scrivevo il libro invece, nella mia playlist intitolata “Un the e un libro”, non mancavano mai Ultimo, Tiziano Ferro, Elisa, Giorgia, Ed Sheeran e James Morrison.


D.- Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?

R.- Io sono una sentimentale, un’inguaribile romantica per cui da lettrice prediligo il romanzo sentimentale e il paranormal romance. Adoro anche leggere testi più impegnativi come i libri di auto-aiuto primi tra tutti quelli di Louise Hay e Joe Vitale.


D.- Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?

R.- Credo che il magico profumo della carta stampata, che già di per sé racconta una storia, il rumore delle pagine sfogliate, la bellezza di certe copertine che fanno di certe edizioni delle vere opere d’arte, la ruvidezza della carta sotto i polpastrelli, il piacere di vedere a che punto si trova il segnalibro, non potranno mai essere spodestati da un freddo schermo digitale.


D.- Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro?

R.- Come ho già dichiarato in precedenza, la scrittura di questo libro per me è stata un’esigenza. Badate bene, non ho vissuto la scrittura come uno strumento terapeutico per superare la morte di mia madre, ma come mezzo che mi avrebbe permesso di fissare la sua memoria per sempre. Avevo la necessità di trascrivere tutti i ricordi che affollavano la mia mente e che, se non li avessi messi nero su bianco, col tempo sarebbero svaniti senza fare ritorno. Ho scritto il libro di getto, in meno di due mesi, e la fase più difficile è stata quella della correzione della bozza. Non volevo rileggere ciò che avevo scritto, è stato doloroso riprendere certi concetti.


D.- Un motivo per cui lei comprerebbe "Semplicemente mia madre", se non lo avesse scritto.

R.- Per quale motivo comprerei "Semplicemente mia madre", se non fossi stata io a scriverlo? Prima di tutto per la copertina. Si tratta di una grafica realizzata da una giovane e talentuosa designer che ha trasformato una vecchia foto di mia madre, in un capolavoro dal sapore fanciullesco e sognante, proprio come me l’ero immaginata. E poi per il titolo, perché svela che si tratta di un libro sincero, autobiografico, e sarei sicuramente invogliata a scoprire la modalità con la quale è analizzato il tema del complicato rapporto tra madre e figlia.


D.- Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?

R.- Sì, ho in progetto di scrivere e pubblicare altre opere in futuro. Ho in cantiere un romanzo iniziato anni fa, del genere romance, e ho anche in mente un altro lavoro, autobiografico, ma preferisco non sbilanciarmi oltre e lasciare ai lettori il piacere di riscoprirmi in futuro in altri generi.


Collana "Gli Emersi - Narrativa"
pp.64 €12.00
ISBN 978-88-591-5980-3
Il libro è disponibile anche in versione e-book

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