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Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
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Intervista a Piero Selmi, che presenta ai lettori il libro "Immagini" - Aletti Editore

di Rassegna Stampa

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai "Immagini". Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?

Piero Selmi - "Immagini", quasi rivolgersi a qualcuno e dirgli: immagina le situazioni, entra nel momento, se riesci fallo tuo... emozionati, oppure vedi immagini di vita, non sempre la mia vita, chi scrive immagina a volte, a volte ricorda, a volte cede alla fantasia.


Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?

Piero Selmi - Non si sfugge dalla realtà, ci è accanto sempre, anzi alcuni pensieri risuonano di realtà, come i vecchi cantori di vita, assorbo dalla realtà, quella mia e quella degli altri.


Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?

Piero Selmi - Forse i valori che stanno svanendo, la speranza a volte ma le piccole cose di tutti i giorni che ci fanno compagnia e ci parlano, i ricordi delle cose, le stagioni, il male ed il bene che ci accompagnano e la scelta che sta a noi, sempre.


Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito il libro "Immagini", se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?

Piero Selmi - Semplicemente l’istintivo, il particolare, i dettagli, il nascosto e comunque il segreto della nostra vita, qualcosa che è dentro e rinasce, forse il non perfetto, come noi, il nostro essere, i nostri errori, le nostre gioie, i nostri dolori, come la copertina del libro... temporale in arrivo, lampi, paura e poi poco più in là... un cielo stellato che forse aspetta, forse riluce... la speranza.


Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?

Piero Selmi - Nasco con Fabrizio de Andrè, F. Guccini, i cantautori che porto con me da sempre, la mia prima chitarra, sostituire un testo come "La guerra di Piero" e suonarla con le mie parole, questo forse sono io.


Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?

Piero Selmi - Mi ripeto forse, parlando di cantautori, qualcosa che lentamente sta svanendo, senza dimenticare H.Hesse… o poeti anche moderni ma io ho tracciato il mio modo molti anni fa, iniziai a 16 anni, mi fermai a volte ma quando qualcosa è dentro di te, fa parte di te, è la tua aria... e io respiro questo senza più paura, pur conoscendo il non perfetto delle mie parole, quello che viene definito: la vera poesia, io credo che la poesia sia semplice, da donare, da far brillare ancora.


Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?

Piero Selmi - Sempre romanzi o trattati alla ricerca di sé stessi, di quell’Io che a volte nascondiamo e forse sbagliamo.


Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?

Piero Selmi - Mio padre aveva una libreria, ricordo il profumo della carta. E poi toccare le pagine di un libro è come entrare in contatto con chi l’ha scritto, anche se il digitale ha un suo posto.


Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.

Piero Selmi - Meravigliarsi, sì, la meraviglia di riuscire ancora ad emozionarsi, ad emozionare, scavando dentro e lasciarlo su carta, libero, quasi indifeso ma vero, sincero.


Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe "Immagini", se non lo avesse scritto.

Piero Selmi - Questo è un mondo d’immagine, forse la copertina mi attrarrebbe, forse le foto inserite con didascalie estratte da alcune poesie, ma io immagino qualcuno che non conosco e forse, per caso, lo prenderebbe da portare a casa, un amico, un’amica... un passante, uno sconosciuto.


Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?

Piero Selmi - È la terza raccolta che stampo, ci vogliono anni per avere qualcosa da dire, da dare, a volte non si sa se ci si riesce, io continuo ancora, forse ne verrà un’altra, vivendo, forse se sarò fortunato di ascoltarmi ancora, di vivere e scriverlo per me e per chi apprezzerà, immagino sempre un nuovo libro, immagino... Grazie.


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