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9 Novembre 2020

 


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Presidente di giuria
Alessandro Quasimodo


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Lunedì
26 ottobre 2020



 
Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
 -

Intervista a Fabrizio Olivero, che presenta ai lettori il libro "Su ali di carta" - Aletti Editore

di Rassegna Stampa

Intervista a Fabrizio Olivero, che presenta ai lettori il #libro "Su ali di carta" (Aletti Editore).
Un libro emozionante, un romanzo in versi sul tema del #bullismo.

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “Su ali di carta”? Quali sono gli argomenti ricorrenti?
☑️Fabrizio Olivero - Il titolo è un frammento di testo di “Ti vorrei sollevare”, canzone scritta e interpretata da #Elisa e #GiulianoSangiorgi. Ho scelto questo titolo perché si adatta perfettamente con l’argomento in questione, il bullismo. Ho voluto comunicare l’entusiasmo e la leggerezza di un ragazzo con l’aeroplanino di carta che sta per passare sotto un temporale, per l’appunto il bullismo. Le sue ali si bagneranno e rialzarsi sarà molto complicato.

Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?
☑️Fabrizio Olivero - La realtà ha inciso in gran parte nel racconto. Sentivo di dover scrivere una specie di memoria, romanzando il racconto in versi e sviluppandolo tramite la voce narrante della vittima. Questo non per dimenticare, ma per poter sensibilizzare su un ‘male’ che ancora oggi, purtroppo, è molto attuale, non solo nelle scuole, anche nei luoghi di lavoro e soprattutto sui social.

Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?
☑️Fabrizio Olivero - È sempre difficile affrontare un tema in cui ero vittima di episodi poco felici. Quello che ho voluto salvare è il racconto come strumento di diffusione: portare i ragazzi e anche certi adulti a capire che cosa si prova veramente ad essere vittime di bullismo. Questo triste fenomeno fa imboccare un tunnel senza via di uscita ed è giusto che tutti conoscano che cosa si prova e come cambia la vita di chi subisce degli atti.

Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito “Su ali di carta”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?
Fabrizio Olivero - Uno solo, ma un gigante. La musica.
La musica è una tana in cui i giovani d’oggi, più che mai, si rifugiano per trovare conforto. Io mi rifugiai già allora tra le note delle canzoni. La musica crea un guscio virtuale intorno alla vittima, gli regala un mondo nuovo da cui difendere e respingere gli attacchi e spesso essa si rivela una salvezza in parecchie situazioni vissute.

Domanda - Quali sono le sue fonti d’ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?
☑️Fabrizio Olivero - Le principali fonti di ispirazione sono due per quanto riguarda “Su ali di carta”.
Lo stile di Montale ha influito molto sul lavoro, soprattutto per quanto riguarda “Ossi di seppia”.
Sia sul livello dello stile, che nel modo di comunicare però, chi ha portato le indicazioni migliori è la poesia di Ungaretti, soprattutto per quanto riguarda la prima parte della sua carriera.
Sostengo che un linguaggio fluente, adattato in un racconto in versi sia il modo migliore di comunicare, anche verso i giovani ‘distanti’ dal mondo della lettura.

Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?
☑️Fabrizio Olivero - Assolutamente sì.
Già dal titolo si percepisce quello che è il primo dei frammenti di canzoni citate nel racconto. Elisa ha ‘sollevato’ infinite volte i miei malumori dopo queste difficili giornate, perciò ho ritenuto giusto e doveroso portare queste iniezioni di testi all’interno del libro. Ancora oggi mi sento in debito con l’artista per quanto mi abbia aiutato in quei momenti difficili.

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi predilige?
☑️Fabrizio Olivero - Viaggio su tutt’altra imbarcazione rispetto al libro: scrivo romanzi storici, ho pubblicato una trilogia nel periodo tra l’avvento della Rivoluzione Francese e la morte del personaggio storico Jean Anthèlme Brillat Savarin e ambientato a Parigi. Ho pubblicato anche un racconto storico in versi che stilisticamente rispecchia “Su ali di carta”. Tutti e quattro hanno ricevuto riconoscimenti importanti in diversi concorsi letterari sul territorio italiano.

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
☑️Fabrizio Olivero - Parto da qui: la comodità del libro digitale è enorme. Avere qualsiasi titolo a portata di mano, portarlo sempre con sé e salvare al tempo stesso un sacco di spazio. Inoltre è un aiuto notevole per chi ha problemi di vista.
Ma vogliamo mettere l’emozione che si prova ad entrare in una libreria o in una biblioteca? Essere circondati da libri e libri per poi non parlare della carta, del piacere di toccare, sfogliare e sentire tutto il suo profumo sia di nuovo o di arcano?
Emozioni impareggiabili, a casa mia vince la carta senza ombra di dubbio.

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro?
☑️Fabrizio Olivero - Il mio rapporto con la scrittura è idilliaco qualsiasi libro fosse in questione. La scrittura per me è sinonimo di terapia, mi fa stare bene anche solo scrivendo poche righe in un giorno. Successivamente, la considero una passione, ma non un hobby. Cosa voglio dire? L’hobby si svolge nel tempo libero, la passione è quell’emozione che provi quando hai piacere di fare qualcosa: il tempo te lo ritagli e lo trovi di conseguenza.

Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “Su ali di carta”, se non lo avesse scritto?
☑️Fabrizio Olivero - Innanzitutto la copertina, molto suggestiva che dona l’incipit sul tema del bullismo.
Inoltre, si tratta di un tema attuale che va almeno combattuto, visto che non sarà mai possibile sconfiggerlo del tutto e infine, anche per chi non è abituato a leggere, è un’opera che richiede solo un’ora di tempo per essere ‘vissuta’.

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?
Fabrizio Olivero - Certamente.
Sto scrivendo un noir storico su Cavour, ambientato inizialmente in tutto il Piemonte e poi soltanto nella città di Torino. È in corso d’opera e sarà pubblicato presumibilmente entro la primavera del 2022. Ci sono parecchi riferimenti storici e culturali di quel tempo, il romanzo abbraccia il periodo che va dalla fine del 1847 all’unità d’Italia.


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