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Presidente di giuria
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SCADENZA PROROGATA
Lunedì
21 dicembre 2020



 
Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
 -

Intervista a Giuseppina Morrone, che presenta ai lettori il libro di poesie “Amortalya” - Aletti Editore

di Rassegna Stampa

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai questa scelta? Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?

G.Morrone - Il titolo “Amortalya” è un neologismo che racchiude in sé tre vocaboli fondamentali: Amor (amore), morta (morte), Amortalya (onomatopeicamente, immortale), intendendo la Poesia come risposta immortale alla Morte e l’Amore come risposta alla Vita, temi dominanti che accomunano ogni singola poesia di questa silloge.
Presenza costante è il mare, metafora della vita, che con il suo movimento incessante è l’espressione ideale di travagli ed aspirazioni mie e dell’umanità tutta.
Non manca mai la Natura, come scansione della ciclicità delle stagioni umane e come filo conduttore ricorrente.
È presente anche quella consapevolezza fredda e spietata della caducità della vita che inesorabilmente con la Morte ci lascerà senza risposte alle domande millenarie che tormentano l’umanità.


Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?

G.Morrone - Molto di ciò che scrivo è ricerca interiore, parla di me o di ciò che osservo intorno a me: intimi tormenti e passioni impetuose, sentimenti che toccano le più diverse sfumature; non ultimo quel senso di alienazione che mi porta nell’oltre, alla ricerca dell’essenza, in quel luogo in cui trovo riparo dalla società spesso percepita come una palude ipocrita, ostile e non accogliente nei confronti delle persone più sensibili, oneste e alla ricerca di una sorta di armonia tra se stesse e il mondo.


Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?

G.Morrone - L’intenzione intrinseca che si dipana nei miei versi è sicuramente quella di salvaguardare l’essenza, la bellezza della vita, dell’Amore, della passione e dell’armonia con la natura, valori da cui trarre costantemente nuova linfa vitale a dispetto delle sofferenze che sovente la vita riserva.


Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?

G.Morrone - Gli autori che ho sempre amato leggere e che in qualche maniera hanno influenzato la mia scrittura sono stati: Gabriele D’Annunzio, Pedro Salinas e Amos Oz.
Di Gabriele D’Annunzio, che è stato da sempre la mia fonte di ispirazione, ho sempre amato l’estetismo e la sua eleganza formale e stilistica, il fatto che la sua vita fosse da lui vissuta essa stessa come una forma d’arte: non esisteva confine tra ciò che egli scriveva e ciò che egli viveva.
In Pedro Salinas e nelle sue liriche amorose ho amato la sua maniera di essere innamorato della bellezza e la sua visione gioiosa dell’amore.
Infine di Amos Oz mi intriga la maniera di scrivere in cui si intrecciano continuamente prosa e poesia.


Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?

G.Morrone - Alcune delle mie poesie sono state ispirate da opere scultoree e pittoriche che mi hanno particolarmente impressionata. Avendo una formazione artistica, ed essendo amante del bello, è normale che nella mia narrazione, sia in prosa che in versi, affiorino continuamente riferimenti ad opere di varie discipline artistiche. Devo dire che anche la mia maniera descrittiva è una sorta di sequenza di pennellate: descrivo le cose dipingendole, come se non avessi mai smesso di dedicarmi alla pittura. Inoltre, in quanto amante della musica, in molte delle mie poesie le parole evocano il suono di un oggetto o di un’azione in maniera onomatopeica e sono solita costruire il verso stesso in maniera musicale.


Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?

G.Morrone - Adoro leggere i grandi classici della letteratura, testi di filosofia classica e moderna, saggi, testi di sociologia, e tutto l’universo editoriale inerente la storia dell’arte. Non disdegno affatto autori contemporanei.


Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?

G.Morrone - Credo che la versione cartacea di un testo regali emozioni diverse da quelle che può dare un testo in digitale, anche come atto: è bellissimo accomodarsi su una bella poltrona e pensare ad un momento di raccoglimento in cui sei soltanto tu e il tuo libro tra le mani e provi il piacere di sfogliarlo e di soffermarti su ciò che ti colpisce, immaginando scenari e situazioni, con le giuste pause riflessive. E poi, forse la cosa che amo di più dei libri cartacei è che puoi conservarli in una libreria, guardarli con piacere ogni volta che ci passi davanti e ogni volta ti tentano con il loro richiamo irresistibile.


Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.

G.Morrone - Nel periodo in cui scrissi i versi contenuti in questa silloge devo ammettere che ero un fiume incontenibile di pensieri e parole: l’atto dello scrivere era un fluire continuo che a stento riuscivo a gestire. Sono momenti fortunati nella vita di una persona che si mette a scrivere e non puoi che augurarti che sia sempre così.


Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe il suo libro, se non lo avesse scritto.

G.Morrone - Ho scritto in versi esattamente ciò che avrei voluto trovare in libreria se avessi cercato una silloge di poesie, forse perché dentro ci trovo un fluire di emozioni e passioni in cui tutti si possono facilmente riconoscere. Trovo che i miei versi siano intimi e personali, ma anche universali. Sono carichi di passione e di tormento, a volte esprimono rassegnazione apparente, ma poi ti accorgi subito che l’impulso vitale è sempre lì, più forte che mai.


Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?

G. Morrone - Mi piacerebbe scrivere un romanzo breve in cui poesia e prosa siano entrambi strumenti utilizzati per raccontare una storia che metta in evidenza aspetti sociologici e psicologici che vorrei approfondire. Adoro scavare nell’interiorità dell’animo umano, sondarne le pieghe più nascoste e riflettere sul rapporto che l’uomo ha con l’ambiente circostante e con il tempo che scorre.


Collana "Gli Emersi - Poesia"
pp.56 €12.00
ISBN 978-88-591-6696-2
Il libro è disponibile anche in versione e-book


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