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Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
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Intervista a Isabella Horn, che presenta ai lettori "Cosmos", la nuova raccolta poetica editata dalla Aletti

di Rassegna Stampa

✅Intervista a Isabella Horn, che presenta ai lettori "Cosmos", la nuova raccolta poetica editata dalla Aletti

• Partiamo proprio dal titolo, come mai “Cosmos”? Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?
☑Isabella Horn - Il titolo – senz’altro plurivalente nel senso che lascia al lettore la libertà di interpretarlo in tanti modi – va inteso, soprattutto, nel senso del greco antico, con il significato di “ordine”, ma anche “bellezza”, un ordine e una bellezza contrapposti al “caos” precedente, ma che, in qualche modo, ne rappresenta anche il lato oscuro, minaccioso, sempre in agguato: basti pensare ai numerosissimi mostri della mitologia non solo greca, ma anche etrusca e nordica. L’ordine armonioso non è dato una volta per sempre: salvaguardarlo dagli attacchi delle forze negative è compito degli dèi e degli uomini. Che, nel mito scandinavo, falliscono per colpa della propria avidità di ricchezza e sete di potere accelerando anzi determinando la fine del mondo corrotto: nella sua angosciosa cupezza, la mitologia nordica è modernissima! Ma il mito lo è sempre: la mitografia va considerata, in chiave simbolica, l’antenata della storiografia… “Cosmos” si propone di raccontare, rivisitandoli, alcuni momenti salienti dei miti occidentali, e quindici delle nostre radici. Patrimonio mitologico, certo, ma anche poetico e filosofico. Ragion per cui non potevano mancare figure come Alceo, Saffo, i tragici greci e i filosofi presocratici.

• Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?
☑Isabella Horn - Ha contribuito, indubbiamente, la mia formazione classica, scelta liberamente e con convinzione. E poi, da sempre, l’attrazione direi irresistibile per l’immaginifico, il fantastico, il fiabesco… e, naturalmente, per la poesia. In “Cosmos” ho tentato una convergenza di questi elementi, per me fondamentali e irrinunciabili.

• La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?
☑Isabella Horn - Come già accennato, in “Cosmos” racconto le nostre radici, troppo spesso misconosciute, ignorate o addirittura dimenticate. Sarei felice se qualcuno, leggendomi, avesse voglia di (ri)avvicinarsi ai poeti greco-latini, alle tragedie di Euripide, al pensiero di Eraclito…insomma che prendesse coscienza di questo immenso patrimonio. Senza per questo sminuire il valore di altre culture, altrettanto alte e significative (come p.es. quelle dell’Estremo Oriente), ma meno vicine, meno accessibili a noi.

• A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito “Cosmos”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?
☑Isabella Horn - La mia attività letteraria si limita alla poesia: ritengo che sia per me il ‘campo’ espressivo più congeniale. Anche perché mi manca la pazienza di creare e sviluppare un racconto o addirittura un romanzo. Tuttavia, in “Cosmos”, parlando dello scultore etrusco #Vulca (l’unico di cui conosciamo il nome), ho voluto calarmi nella sua vita immaginandone alcuni episodi centrali: ne è nata una specie di narrazione in versi, breve ma con un filo conduttore dato dalla persona e dalla psicologia dell’artista… Non so se sono riuscita nel tentativo, ma è stato per me un momento importante, anche perché amo profondamente la civiltà etrusca.

• Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?
☑Isabella Horn - Più che di fonti di ispirazione, si tratta di “fari” (come li chiama Baudelaire): punti di riferimento ideali, inarrivabili e pertanto inimitabili… I miei? Senz’altro proprio Baudelaire, ma anche Rimbaud, Apollinaire e Paul Valéry. Il Romanticismo tedesco di Clemens Brentano, Joseph von Eichendorff, E.TH. A. Hoffmann, con la ‘nostalgia’ intesa non tanto come senso della perdita quanto piuttosto come desiderio di accedere ad una dimensione ‘altra’, ignota. Tra gli italiani, Quasimodo e Stefano D’Arrigo con il suo magico “Codice siciliano”. Alcuni stilnovisti, soprattutto Cavalcanti, squisitamente musicale. Antonio Machado e Garcia Lorca per gli spagnoli;.Blake e Yeats per gli anglofoni…. Romanzieri? I grandi classici russi, alcuni francesi (Camus e Céline). E poi i sudamericani, non solo Gabriel Garcia Marquez. In questo periodo di ‘semiclausura’ sto rileggendo “Paradiso” del cubano José Lezama Lima, opera monumentale, da gustare pagina per pagina, con un linguaggio barocco, immaginifico, ramificato all’infinito. Impegnativo ma straordinario!

• Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?
☑Isabella Horn - Quando, una quindicina di anni fa, ho scoperto la musica prebarocca (cioè a cavallo tra ‘500 e ‘60 mi si è aperto un mondo sonoro del tutto nuovo, assolutamente diverso dalla musica ‘barocca’ tradizionale, vale a dire quella di Vivaldi, Corelli, Bach, Händel (che ho sempre frequentato): è stata una rivelazione, con la scoperta anche di strumenti come la tiorba e il liuto: ci sono brani meravigliosi, fantasiosi al massimo. Un nome per tutti? L’italo-tedesco Kapsberger, con le sue composizioni per tiorba. Ma anche i suoi contemporanei: l’italiano Alessandro Piccinini e l’inglese John Dowland. La musica di quell’epoca, raffinata e spesso anche profonda, non stanca mai l’ascoltatore per un eccesso di lunghezza (il che può succedere con una sinfonia di Bruckner o di Mahler) e, nella sua estensione temporale contenuta, dà l’idea di qualcosa di perfettamente compiuto e completo. Inoltre offre sonorità insolite, a volte sorprendentemente moderne.

• Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?
☑Isabella Horn - Amando il mito e la sua versione popolare, la fiaba, vorrei spezzare una lancia in favore del fantasy di qualità: un’autrice come Marion Zimmer Bradley ha fatto cose notevoli in questo campo, come immaginazione e come scrittura. Non mi dispiace – anzi – la science fiction di Ray Bradbury: basta leggere le “Cronache marziane” per capire che la letteratura ‘di genere’ può raggiungere livelli alti! Amo la satira (vignette comprese!), gli autori politicamente impegnati come Brecht e Pasolini. Dei giallisti frequento solo Camilleri, premesso che è molto più di un giallista.

• Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
☑Isabella Horn - Meglio leggere un libro digitale che non leggere affatto! D’altronde, con gli articoli in Internet e le newsletter, la lettura digitale è ormai una realtà entrata a tutti gli effetti nel nostro vivere quotidiano. E, per le urgenze, rappresenta indubbiamente un vantaggio, a volte una necessità. Una tecnica da usare, quando occorre (come il cellulare), non di certo da amare. Invece aprire, sfogliare, segnare, annusare (perché no?) le pagine di un libro tradizionale crea tra lettore e lettura un rapporto confidenziale, di intimità inconfondibile e, a mio parere, insostituibile. Mi si potrà obiettare che l’e-book è scaricabile e quindi trasformabile in cartaceo… d’accordo. Ma non c’è il piacere del volume rilegato, da tenere sul comodino accanto al letto, come si fa con qualche ‘libro del cuore’…

• Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro?
☑Isabella Horn - Ciascuno dei miei libri, durante la composizione, richiede tutto il mio impegno e assorbe buona parte del mio tempo e delle mie energie. A scapito di attività di tipo sociale quali svaghi e frequentazione di amici. Ma la concentrazione è fondamentale per arrivare ad un risultato per me soddisfacente. Anche se non lo sarà necessariamente per chi legge.

• Un motivo per cui lei comprerebbe “Cosmos”, se non lo avesse scritto.
☑Isabella Horn - Trattandosi di poesia, sarei incuriosita dal titolo: avrei voglia di capire… E mi piacerebbe la copertina!

• Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?
☑Isabella Horn - Durante il lockdown di primavera è nato, spontaneamente, un libro satirico sui risvolti antropologici della pandemia: spero di pubblicarlo quanto prima.


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pp.132 €12.00
ISBN 978-88-591-6861-4
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