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Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Racconto
 
Notizie Presenti:
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Intervista a Selene Bozzato che presenta ai lettori "La Luna nel Bosco" - Aletti Editore

di Rassegna Stampa

Intervista a Selene Bozzato che presenta ai lettori "La Luna nel Bosco" - Aletti Editore

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “La Luna nel Bosco”? Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?
☑️Selene Bozzato - “La Luna nel Bosco”, tengo a sottolineare le maiuscole in questo titolo, sono importanti per capirne il significato, è un racconto autobiografico tratto dalla mia omonima opera teatrale.
In questo lavoro ho voluto raccontare l’evoluzione della malattia depressiva che mi ha colpita, fino ad arrivare ad una forma di rinascita e di riscatto. Nascere è faticoso e doloroso. Ho voluto il difficile e doloroso viaggio, il buio cammino di una rinascita e per farlo ho usato l’unico linguaggio che so veramente parlare, quello dell’arte.
Durante il lungo periodo del primo lock down che ha messo a dura prova non solo le nostre attività, ma anche i nostri pensieri ho voluto dare una nuova vita a questo progetto mettendolo a disposizione di chiunque.
Il libro immerge lo spettacolo nella quotidianità, la maternità, la scuola, il lavoro, le attività di casa. Ogni scena dello spettacolo viene descritta all’inizio di ogni capitolo e introduce la narrazione. Una vita semplice, comune, come quella che appartiene ad ognuno di noi attraversata però dallo spettro della depressione bipolare che ne altera la percezione.
“La Luna nel Bosco” come opera teatrale è nata un po’ per caso, come una gravidanza inaspettata, è cresciuta e nata nella sua più totale originalità lontana da schemi tradizionali.
In questa rappresentazione ho voluto riunire alcuni linguaggi artistici, musica, danza, pattinaggio, narrativa, arte figurativa, per esprimere un messaggio, un pensiero sul quale riflettere mettendo da parte per un momento la razionalità ed ascoltando la voce nel profondo del cuore.
I miei testi, sfogo serale alla mia solitudine, sono stati i primi a vedere la luce. Poi ho cercato di descriverli con le immagini. Ecco che ha iniziato a delinearsi un piccolo pensiero, quello di poter condividere questo vissuto. La musica, che sa dar voce alle emozioni, lo ha reso realtà. La voce e la danza, gli hanno dato corpo. I colori di questa tavolozza a poco a poco si sono mescolati tra loro e “La Luna nel bosco” ha preso vita.
Questo è lungo cammino che non può essere affrontato nella solitudine.
Arrivo ora a spiegare perché proprio “La Luna nel Bosco”.
Il titolo di questo racconto ha due letture.
La prima lettura è sociale. Una persona che soffre di depressione ha bisogno dell’aiuto di chi gli vuole bene, ma soprattutto di quello di specialisti che indichino la strada da percorrere. Difficilmente può riconoscere da solo la strada nel trambusto e nella forte luce che caratterizza della vita quotidiana, quando la sua anima è imbrigliata tra i fitti rami di un bosco buio. Quella luce forte, quel caos potrebbe farlo precipitare ancora più in basso. Ma l’aiuto di persone competenti e il sostegno di chi gli sta accanto come la dolce luce della luna, può illuminare con gentilezza gli intricati rami sciogliendo i nodi più profondi e indicare la via.
La seconda lettura è più personale, più intima, quella narrata è una parte della mia storia. La Luna, Selene appunto, sono io ed il Bosco la mia malattia.


Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?
☑️Selene Bozzato - La realtà ha inciso profondamente nella mia scrittura.
Tutto questo progetto è nato per una frase letta su un quotidiano. Riportava una ricerca e concludeva dicendo che gli psichiatri dovrebbero riflettere, prescrivere più passeggiate nella natura prima di somministrare medicinali.
Non nascondo l’indignazione e la rabbia che mi ha scaturito.
Paragonare la depressione alla tristezza è come paragonare il cancro all’influenza.
Togliereste i medicinali a chi ha una grave malattia? Perché quindi pensare che i medicinali prescritti contro la depressione e che diventano un salvavita per un depresso siano inutili?
Quando ho parlato alla mia dottoressa, Silvia Destro, che ha scritto l’introduzione al mio libro, della volontà di far conoscere e comprendere la mia malattia, ho trovato da subito un grande sostegno. Purtroppo ancora forte è l’ignoranza sull’argomento. La paura dello stigma chiude chi soffre in una gabbia e gli impedisce di chiedere aiuto.
Come potevo fare per far comprendere?
La risposta era sotto il mio naso, i miei testi e i miei disegni.
Da questo primo progetto è nata un’associazione con lo scopo di tendere una mano a chi soffre di queste patologie.


Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?
☑️Selene Bozzato - Per me non è stato affatto semplice mettere la mia anima a nudo in questo libro, ma era necessario. Se “La Luna nel Bosco” riuscirà ad aiutare anche solo una persona, avrà svolto il suo compito. Chi salva anche solo una vita salva l’umanità e chi sa cosa sia il dolore non lascia affogare nessuno dentro ad esso.
La parola “insegnare” significa “lasciare il segno”.
Con questo libro spero di lasciare un segno. Un segno in chi si sente perso in questo Bosco e ora sa che se allunga la mano può trovare sostegno e non sentirsi più solo. Un segno in chi affronta indirettamente questo dolore, perché vederlo, sentirlo, toccarlo davvero, aiuta a comprenderlo. Un segno in chi non conosce, non sa e non ha mai compreso realmente, ora ha visto con i suoi occhi la realtà nascosta e, spero, non la neghi più.

Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito “La luna nel bosco”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?
☑️Selene Bozzato - È difficile scegliere degli episodi da questo libro, essendo parte della mia vita hanno tutti un grande valore. Tutto però è partito da una piccola poesia: “Solitudine”, quella che introduce il capitolo sette. Non posso dimenticare quando il dolore, così forte da non poterlo più contenere, è traboccato come acqua limpida da un’anfora troppo piena. Le parole sono uscite da sole fra le lacrime. Queste parole hanno costituito il cuore dello spettacolo e ispirato il brano musicale che porta lo stesso titolo, il leitmotiv dell’intera rappresentazione.
Tengo moltissimo a questo testo perché la solitudine, quella profonda che non permette la condivisione delle emozioni è il cibo preferito della depressione ed è proprio questa che si deve cercare di abbattere.


Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?
☑️Selene Bozzato - Prima di essere una scrittrice io sono una pittrice, l’immagine di copertina infatti è un mio disegno e sono laureata in “Storia dell’arte moderna”. La mia scrittura è molto condizionata dai miei studi artistici, traduco in parole le immagini e le musiche, che mi si formano dentro. La musica è un tassello fondamentale per la mia espressività. La mia scrittura parla molto di emozioni e queste non sempre trovano corretta espressione solo con la descrizione di fatti, hanno bisogno di parlare anche con suoni ed immagini. Io cerco di dar loro voce.

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?
☑️Selene Bozzato - Non mi fossilizzo in un genere letterario specifico, amo spaziare. Amo moltissimo i romanzi biografici o autobiografici, introspettivi, scrittori come Pia Pera, Murakami, Peter Cameron, Isabel Allende. Nutro un amore incondizionato per Stephen King del quale ho letto quasi tutto.

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
☑️Preferisco il libro cartaceo, con lui riesco a creare un legame intimo. Sfogliarne le pagine, sottolinearne le frasi che mi colpiscono, poter facilmente scorrere avanti o indietro nel testo, guardarne la copertina, sono momenti impagabili.
Non disdegno affatto il libro digitale, per motivi di spazio perché casa mia è piccolina e per comodità visto posso acquistarli in pochi secondi da casa. Ne possiedo moltissimi, ma non danno la stessa soddisfazione che mi dà tenere il libro cartaceo fra le mani.

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.
☑️Selene Bozzato - La scrittura per la nascita di questo libro ha rappresentato, senza voler esagerare affatto, un’ancora di salvezza. Essere riuscita a scrivere e a sciogliere quelle emozioni mi ha permesso di rimanere in vita e portare la mia testimonianza. Senza la scrittura, senza la nascita della “Luna nel Bosco” che mi ha dato una forte spinta a risalire, probabilmente non sarei qui.

Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “La Luna nel Bosco”, se non lo avesse scritto.
☑️Selene Bozzato - Lo consiglierei perché è una storia vera, una storia che può riguardare chiunque. Qui non ci sono super eroi, né situazioni al limite. È la storia di una persona come tante che ha incontrato, come tante un male terribile e giorno dopo giorno cerca di non farsi sopraffare.

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?
☑️Selene Bozzato - Sì, la “Luna nel Bosco” non è finita. Ha ancora molte cose da raccontare, descrivere, donare. Il secondo atto si sta formando e spero veda presto la luce.

Acquista il libro di Selene Bozzato "La Luna nel Bosco" - Aletti Editore
Il libro è acquistabile, previa ordinazione, presso qualsiasi libreria
Collana "Gli Emersi - Narrativa"
pp.112 €13.00
ISBN 978-88-591-6954-3
Il libro è disponibile anche in versione e-book

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