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Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
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Intervista a Giuseppina Dibitonto, che presenta ai lettori il libro “Fiori di luce” ( Aletti Editore )

di Rassegna Stampa

✔Intervista a Giuseppina Dibitonto, che presenta ai lettori il libro “Fiori di luce” (Aletti Editore)

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “Fiori di luce”? Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?
☑Giuseppina Dibitonto - I fiori sono il più bell’ornamento della natura, il più bel dono da ricevere, una realtà di per sé poetica. I loro colori deliziano la vista, il loro profumo inebria i sensi e lo spirito, stupiscono le loro forme e la loro varietà. Sono fonte di luce perché, a parer mio, esprimono forza rigenerativa e rinascita.
Ho scritto questa raccolta, infatti, come una sorta di rinascita interiore che illuminasse il buio di alcune esperienze di vita che tentano di prostrarci. “Fiori di luce” vuole essere un messaggio di ottimismo e di speranza, un monito a reagire nelle difficoltà e a non soccombere. Non a caso l’opera, che tocca temi universali come l’amore, il dolore, il male, la morte, attraverso le diverse sezioni che la compongono, termina col motivo della resilienza che riscatta la fragilità umana e la protende al divino, mediante un percorso tutt’altro che agevole.

Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?
☑Giuseppina Dibitonto - Moltissimo. Le esperienze reali ci segnano, talvolta ci abbattono ma ci fanno anche crescere e riflettere. “Fiori di luce” è il risultato di questa riflessione e di un’attenta lettura interiore per capire meglio gli eventi, conoscersi ed offrirsi nuove possibilità. Se non avessi dovuto cercare delle ragioni, esorcizzare realtà e stati d’animo negativi ma anche celebrare gioiose espansioni, questa raccolta probabilmente non sarebbe mai nata. In tal senso la poesia è davvero catartica.

Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?
☑Giuseppina Dibitonto - Questa raccolta è nata inizialmente come “confessione” a me stessa senza alcun’altra velleità se non il piacere della scrittura e l’ "urgenza” di un viaggio nei miei sentimenti. Attraverso di essa vorrei preservare il valore “salvifico”della parola scritta, del suo potere di scavo nelle realtà interne ed esterne all’uomo, dell’utilità di un possibile insegnamento. Vorrei preservare l’importanza della poesia come genere in un mondo dominato dalle ferree leggi dell’economia e della produttività immediata ma anche, spesso, dal cinismo e dalla materialità. Vorrei poter comunicare la bellezza dei sentimenti e della Natura come valori, che un tramonto, una fioritura o un mare in tempesta hanno ancora qualcosa da dirci e non sono solo oggetto d’attenzione da parte di un sognatore distratto.
Da ultimo, con una punta di autocompiacimento, vorrei poter credere che questa mia fatica possa servire non soltanto a me che l’ho compiuta ma anche a chiunque, anche solo per curiosità, volesse farla propria.

Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito “Fiori di luce”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?
☑Giuseppina Dibitonto - Sono stati diversi gli episodi che ricordo con piacere dai quali hanno preso forma le mie poesie : un incontro casuale, una conversazione, un qualsiasi, apparentemente banale input della quotidianità, da un giorno d’estate in cui, percorrendo in auto l’Aurelia, mi catturò il contrasto tra il giallo dei girasoli e l’azzurro intenso del cielo e del mare sullo sfondo, al giorno in cui, presso le Fonti del Clitunno, la bellezza del paesaggio mi riportò, per contrasto, all’attuale profanazione della Natura, o ai giorni in cui rimasero scolpiti volti, presenze, affetti a me cari. Una serie di episodi, dunque, che se dovessi descrivere, non esiterei a definire “improvvise, luminose rivelazioni”.

Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?
☑Giuseppina Dibitonto - Mi incuriosisce e mi affascina tutto ciò che riguarda l’introspezione, la messa a nudo dell’animo umano, e non solo in termini di poesia. Certo, la poesia rappresenta, a riguardo, un canale privilegiato, talora arduo da praticare ma sicuramente di grande efficacia. Credo che un po’ tutte le letture effettuate guidino il nostro percorso di scrittura, più o meno consapevolmente, e lascino dei semi che sedimentano nelle nostre strutture profonde. Difficile scegliere tra i tanti autori con cui sono “entrata in contatto” e che continuo a scoprire anche attraverso la mia proposta didattica agli studenti. Citerei, tanto per restare in ambito di poesia, la fragilità dignitosa e resiliente di un Leopardi o l’intimistica delicatezza di certe liriche di Pascoli, la ricerca inesausta di Montale coi suoi toni chiaroscurali o la parola semplice e obsoleta, ma che coglie l’essenza, di Saba o, ancora, le celebrazioni dell’amore di S.Penna ma l’elenco potrebbe continuare…

Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?
☑Giuseppina Dibitonto - Come restare indifferenti al tratto sapiente e raffinato di alcuni dipinti rinascimentali, uno su tutti la Primavera di Botticelli, o alla composta bellezza delle sculture di Canova, ai paesaggi impressionisti o ai girasoli di Van Gogh? Mi tornano anche in mente certe note gioiose della Primavera di Vivaldi o quelle malinconiche delle composizioni di Einaudi. Insomma, una serie di effetti chiaroscurali che ho cercato di riprodurre nelle mie poesie, chiaroscuri che si alternano nella mia come nella vita di tutti e, di riflesso, nell’arte. È chiaro che le arti in qualche modo si corrispondono attraverso una filigrana di richiami sottili.

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?
☑Giuseppina Dibitonto - Sicuramente la Narrativa: amo l’arte del raccontare e del raccontarsi, frutto di inventiva ed immaginazione ma anche di osservazione, verità ed esperienze di vita. Mi interessano inoltre opere di critica, saggi su autori e problemi: aiutano ad approfondire la realtà e ad acquisire nuove prospettive.

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
☑Giuseppina Dibitonto - Il libro digitale ha indubbiamente i suoi vantaggi: è economico, non ingombrante, più immediatamente fruibile, persino più ecologico, sicuramente in linea con i tempi. Personalmente, però, d’istinto, non riesco a rimanere insensibile al fascino del libro cartaceo, alla “sacralità”, consolidata dalla tradizione, della pagina scritta, che avverto come presenza rassicurante, come comunicazione “tangibile” del pensiero, come una sorta di “retaggio educativo” da cui non so prescindere. C’è anche, per quel che mi riguarda, una componente emotiva che evoca la mia infanzia, allorché sfogliare un libro significava gioia, curiosità, affetto per chi me lo aveva regalato. Pertanto, potendo scegliere, la fisicità del libro stampato è per me irrinunciabile.

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.
☑Giuseppina Dibitonto - Un rapporto di grande complicità ed immediatezza, direi. Si è trattato di far fluire i pensieri e le parole sulla scia delle emozioni e della percezione delle cose, senza troppi indugi e si è stabilita quasi un’involontaria sintonia tra quelli e queste. Mi ha sorpreso esternare a me stessa esattamente ciò che provavo. Credo che, quando “urge” l’esigenza di scrivere, la parola sia al suo servizio. Mi tornano alla mente le parole di Catone “Rem tene, verba sequentur”…

Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “Fiori di luce”, se non lo avesse scritto.
☑Giuseppina Dibitonto - Difficile dirlo. Sono troppo emotivamente coinvolta nella materia per potermi esprimere in tal senso. Quella materia sono io stessa. Probabilmente sarei incuriosita dalla solarità dei girasoli di copertina: i girasoli sono per antonomasia dei fiori di luce e dove vedo girasoli colgo il vigore resiliente dell’uomo, l’energia vitale, la bellezza della Natura che è essa stessa poesia, quella vera. E se con pochi, umili versi si può cogliere anche solo un vago barlume di quella bellezza, beh, direi che tanto basti. Mi viene in mente “Il girasole impazzito di luce” di montaliana memoria.

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?
☑Giuseppina Dibitonto - Chissà! Al momento ho solo qualche vaga idea da mettere meglio a fuoco su cui non mi sentirei di dare anticipazioni Non si può restare insensibili alla seduzione della scrittura che è svago, diletto, libertà. Non credo si pianifichi. Al momento giusto arriva e basta!

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