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Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
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Intervista a Tiziana Curcio, che presenta ai lettori il libro di poesie “Nudi Versi” ( Aletti Editore )

di Rassegna Stampa

✅Intervista a Tiziana Curcio, che presenta ai lettori il libro di poesie “Nudi Versi” (Aletti Editore)

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “Nudi Versi”? Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?
☑Tiziana Curcio - “Nudi Versi” vuole essere una metafora della vita, dell’io che tenta di mettersi a nudo e lo fa attraverso la magia e la potenza irriverente del verso, a sua volta, attraversandolo.
“Nudi Versi” vuole riscattare il dono della fragilità umana e della sensibilità nel sentire fin dentro alle ossa tutto ciò che è vita, tutto ciò che si vive e ci vive interiormente. Tutto ciò che si guarda ben oltre l'orizzonte degli occhi.
Conoscere il dolore, la mancanza permette di scavarsi dentro, senza maschere, né congetture, né filtri. E l'opera vuole abbracciare questi temi fino a raggiungere quella fioritura interiore che ci permette non solo di restare a galla ma di respirare e di parlare al nostro io come di fronte a uno specchio. E in quel “nudo riflesso” di ciò che si è, sapersi davvero riconoscere.

Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?
☑Tiziana Curcio - “Nudi Versi” è nata proprio partendo da una realtà interiore vissuta, percepita, ascoltata.
La realtà, come scritto in precedenza, è ben oltre ciò che si vive esteriormente.
È soprattutto ciò che si prova, si percepisce, si indossa come un abito e talvolta accade che la si senta stretta.
La realtà è introspezione emotiva oltreché razionale.
E nella mia opera è sopratutto questa “realtà” a rappresentare la meta, il rifugio, l'arrivo, quel vincolo irrinunciabile senza il quale non si vive: una realtà vissuta d'amore incondizionato.

Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?
☑Tiziana Curcio -La scrittura rispetto alla sola parola evocata “vince di mille epoche il silenzio.”
Con questa opera nata in principio dalla necessità personale di scoprirmi, appunto, mettermi a nudo interiormente, vorrei si conservasse semplicemente la bellezza catartica del verso, della poesia capace di prenderti per mano e condurti sia in bonaccia che in burrasca per i sentieri dell’esistenza. Un’esistenza che oggi sembra un “esistere di fretta”: non c'è il tempo di fermarsi per cogliere tutto ciò che di bello ci circonda e ci vive dentro. Con la mia opera vorrei si conservasse l'importanza di questo riscatto affinché si possa uscire dal caos umano . Mi torna in mente Il “lathe biosas” di Epicuro (“vivi nascosto") vero e proprio monito ad assaporare la vita vivendola di più. E se vogliamo, vivendoci davvero.
Vorrei “salvare” e “preservare” la poesia, ogni lettera di cui è composta senza averne la pretesa, in quanto questa è già capace di sottrarsi al fugace tempo .

Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito “Nudi Versi”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?
☑Tiziana Curcio -Se dovessi isolare alcuni episodi farei senza dubbio riferimento a piccole scene di vita quotidiana vissute col tramonto nel cuore e negli occhi: una mano che trema al contrarsi di un’altra, un abbraccio improvviso capace di ricomporti, una parola o un tocco gentile, due orecchie pronte ad ascoltare il “niente” che t’attraversa sempre ricolmo, invece, di troppe cose taciute.
Un bacio rubato al tempo, una panchina colorata ma vuota, un sentiero alberato attraversato un pomeriggio d’autunno, quel tappeto di foglie prima verdi poi ingiallite in balìa del vento, forse sono la metafora del mio animo malinconico che però non decide di sottrarsi allo scorrere delle stagioni piuttosto le vive, le accetta. Così anche noi come lo scorrere delle stagioni, come le foglie verdi e poi gialle “scorriamo”.
Possiamo però decidere quando fermarci, prendere fiato e meravigliarci.
Possiamo decidere di aver cura di noi, scoprendoci, ascoltandoci.

Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?
☑Tiziana Curcio -Credo che ogni libro letto e vissuto veramente possa lasciare a chi lo legge qualcosa di profondo e significativo.
Un tassello fondamentale che ha contribuito a plasmare ciò che si è.
Personalmente sono affascinata da tutto ciò che è natura ed introspezione sensibile. Da tutto ciò che coinvolge la persona nella sua interezza, nella sua anima e nel suo animo. Come non citare, ripercorrendo la letteratura, il sommo poeta Dante Alighieri e le numerose volte in cui nella sua opera “La Divina Commedia” ricorrono queste due parole. Mi sovvengono in particolare alcuni versi del Purgatorio in cui, stando sempre alla letteratura tradizionale, l’anima non è che quell’ “angelica farfalla” che si libera dalla crisalide e dal bruco per levarsi ed elevarsi nel cielo.
Ed è la natura che ritorna sempre e da cui traggo ispirazione, come nel poeta Vate e la fusione dei sensi e dell’animo con le forze naturali. A tal proposito, “La pioggia nel pineto” fa da cornice alla mia memoria.
O restando nell’ambito della poesia decadente il simbolismo, se vogliamo, il quotidiano di Pascoli che s’affaccia delicatamente nelle sue liriche ricche di sensazioni visive profonde.
Ma, in verità, la lista potrebbe davvero continuare.

Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?
☑Tiziana Curcio -Credo che il fascino dell’arte vada ben oltre il tempo e le mode. Le parole creano l’arte e l’arte è intrisa di parole e significato. L'arte come la scrittura ha in sé qualcosa di magico, ha necessità di essere conservata per non cadere nell’oblio, proprio come la scrittura. Come restare impassibili di fronte all’uso sapiente dei colori e del chiaro-scuro delle opere di Giotto, oppure alla pittura impressionista, senza dubbio la mia preferita. La pittura En plein air, all’aperto, tipica di questa corrente artistica credo sia ciò che più si accosti alla mia idea di cura al dettaglio e all’importanza che hanno le diverse sfumature. Niente è “al caso” ma tutto è svolto con naturalezza per cogliere quella continua trasformazione che dona colore ad ogni cosa: dalle pietre agli alberi ai fiumi al cielo. Richiamo alla mente la bellissima opera di Monet: “Impression, soleil levant”. O ancora mi sovviene la complessa raffinatezza delle sculture di Michelangelo e spostandoci sul versante musicale la drammaticità delle note della “Metamorphosen”di Richard Strauss o la forza espressiva delle note di Beethoven…
È questo che nella mia opera ho cercato di trasportare: l'idea soprattutto che qualunque cosa si guardi, si contempli, o si legga debba trasformarti, lasciarti qualcosa, donarti occhi e pensiero nuovi capaci di vedere davvero e sentire.

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?
☑Tiziana Curcio -Tra gli altri generi letterari che prediligo c'è sicuramente la narrativa. Come nella poesia anche nella prosa chi scrive ha qualcosa da raccontare, qualcosa da trasmettere a chi legge: un pezzo di sé, della propria vita, qualcosa di reale o immaginario.
Credo che a prescindere dal genere però, ciò che più conti sia quel rapporto viscerale che si viene a creare fra il lettore e la pagina scritta. Il prender vita di quelle parole poste una vicino all’altra a formare frasi capaci di trasportarti in altri mondi, in altre ere.

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
☑Tiziana Curcio -Apprezzo il digitale e gli innumerevoli aspetti positivi che derivano da questo, ma sono un’amante incurabile del libro tradizionale.
Sfogliare le pagine, sentirne l'odore, mi aiuta a vivere maggiormente quel libro che ho tra le mani.
Amo poter toccare la sua copertina, la pagina scritta, arrivare all’ultima senza girarla immaginando il finale. Credo che niente possa sostituire il tocco reale e tangibile del libro cartaceo, la sensibilità conservata e poi toccata di ogni pagina scritta.

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.
☑Tiziana Curcio -Un rapporto vissuto in intimità con me stessa. La scrittura mi ha permesso di scavare e scavarmi dentro portando alla luce fragilità ed ombre, amore e mancanza e poi la bellezza della rinascita interiore. Direi quindi un rapporto profondo, radicato, una consonanza, un’esigenza pronta a manifestarsi attraverso la poesia e che mi ha permesso di manifestarmi, di raccontare a me stessa il mio “sentire” senza sentirmi sbagliata. Un rapporto che mi ha concesso di vivere la sensibilità come un dono e non come una condanna.

Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “Nudi Versi” se non lo avesse scritto.
☑Tiziana Curcio - “Nudi Versi” è un libro partorito come direbbe Bacone “ab imis fundamentis” ovvero dalle fondamenta più profonde del mio essere. Probabilmente sarei attratta tal titolo, dall’interpretazione da poter dare in sintonia con l'immagine di copertina della giovane donna che s’abbraccia, cinta dai fiori simbolo di rinascita e la farfalla a cui sono molto legata, simbolo di evasione, di ascensione, di trasformazione, di libertà intesa come espressione d'essere.

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?
☑Tiziana Curcio -Ho in progetto un’altra opera, sì.
Un secondo libro di poesie, alcune già partorite. Un’opera nuova ma, se vogliamo, legata a “Nudi Versi” in quanto si serve di quel “fil rouge” invisibile, inscindibile che è l'amore in ogni sua forma. Il resto? Sarà una scoperta anche per me. In quanto tale, preferirei non fare troppi programmi e pianificazioni. Dopotutto la scrittura è anche scoperta, sfogo, capacità di meravigliarsi, esigenza che va assecondata, tradotta e ascoltata al momento giusto.

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