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Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
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Intervista a Giovanni De Roma, che presenta ai lettori il libro “Pagine del diario di un lockdown…e non solo” ( Aletti Editore )

di Rassegna Stampa

👉 Intervista a Giovanni De Roma, che presenta ai lettori il libro “Pagine del diario di un lockdown…e non solo” (Aletti Editore)


Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “Pagine del diario di un lockdown…e non solo”? Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?
✔Mentre la prima parte del titolo credo si spieghi da sé, la “coda” dello stesso, invece, quel “…e non solo”, si pone come una intrinseca promessa che possa stimolare una certa curiosità e una vaga aspettativa di ritrovare nel diario qualcosa che non sia solo una sorta di “piangersi addosso” per il lockdown.
In tutta sincerità, il primo titolo a cui avevo pensato era: “COVID-19” (infatti, sulla 4^ di copertina, nella foto che mi ritrae al PC, si trova il riscontro di quella prima scelta) ma l’ho scartato perché “suonava” come il titolo di un trattato di virologia; poi ho pensato ad un secco “LOCKDOWN” che mi è parso anch’esso inadeguato, piuttosto brusco, come quello di un noto film, “APOCALIPSE NOW”, un titolo ansiogeno per un pubblico già provato da un evento piombato sulla testa di tutti come un fulmine a ciel sereno.
Così è nato quello definitivo, un titolo “soft”, che non produce ulteriore ansia.

Domanda - Quali sono gli argomenti ricorrenti o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?
✔Uno degli argomenti ricorrenti è la descrizione di ciò su cui rifletto giorno dopo giorno in base allo svolgersi degli avvenimenti; ricorrente è anche la descrizione di riflessioni non recenti, richiamate per la loro attinenza con gli stati d’animo che la mia esperienza di attore passivo sul palcoscenico del lockdown mi procura; riflessioni a volte estranee al tema del lockdown che svolgono la funzione di mezzo di “fuga” per respirare una boccata d’aria al di fuori dalla pesante atmosfera pandemica; riflessioni che sfiorano tematiche ambientalistiche, religiose, sportive, artistiche, socio-politiche; riflessioni che ho descritto anche quando ho voluto accantonare provvisoriamente la realtà contingente per toccare problematiche che riguardano l’intera umanità o che hanno riguardato etnie segnate dalla medesima sorte, in particolari circostanze.
Ma veniamo agli “argomenti ricorrenti e/o fondamentali” per i quali mi è parso opportuno indicare la pagina in cui sono trattati per agevolarne una eventuale lettura:
 Ecologia e salvaguardia dell’Ambiente (fondamentale - da pag.21 a pag.38 e da pag.143 a pag.145 - 1° e 2° cpv.);
 Arte - argomenti di Pittura e Scultura (ricorrenti): (trattati da pag.28 a pag.30; da pag.65 a pag.71 e da pag.98 a pag.103) affiancati da alcuni miei dipinti che ho inserito con la funzione di “metafore illustrative” delle problematiche ecologiche e ambientalistiche; tra essi “il Fantoccio e la margherita”, che ha vinto: 1) un primo premio; 2) un premio speciale per la Sezione “Metafisica” e vari altri premi in occasione di alcune gare di pittura, di cui una di livello Internazionale, bandita nel 1979 dalla Galleria “El Portec” di Breno-BS (notizia che ho ritenuto opportuno fornire a titolo d’informazione curriculare);
 Critiche varie:
 ai notiziari TV (pag.39);
 all’imperturbabile modus operandi della Borsa Titoli anche in tempi di pandemia (pag.41);
 allo scettico atteggiamento di alcuni politici e Capi di stato e/o di Governo che sottovalutavano la pericolosità del Covid-19 (pag.39 - ultimo cpv e pag.40), dove tiro in ballo Tito Lucrezio Caro per il motivo che illustrerò più avanti nelle “citazioni”;
 critica al significato della Statua della Libertà – (pagg.141 e 142);
 Evasioni dall’atmosfera della “prigionia casalinga” (ricorrenti), con argomenti che spaziano tra Storia e fantasia, uno dei quali (quello relativo alla scoperta del Nuovo Mondo da parte di C. Colombo) mi ha riportato alla mente il motivo, che mi aveva ispirato il quadro sulla Statua della Libertà (pag.141) ed il relativo commento alla sua simbologia (da pag.134 a pag. 140);
 Poi (da pag.79 a pag.82) ho voluto mettere in atto una “evasione”, molto particolare, sfociata nel mondo del Calcio per esternare una mia perplessità sul fallimento diCarlo Ancelotti alla guida del Napoli, perplessità culminata in una considerazione (dai toni moderati e con le intenzioni del moderatore) dedicata al tifo calcistico – alla luce dei sani principi dello sport, ricordando ai tifosi eccessivamente campanili- sti e intemperanti, il senso del valore morale ed universale di tali princìpi.;
 Inoltre, saputo che un numero cospicuo di persone si è dedicato alla Cucina e alla Pasticceria per utilizzare anche così quel “tanto tempo” che il lockdown ci ha messo a disposizione, ho voluto suggerire la ricetta di una torta a chi poteva interessare.
 Citazioni (ricorrenti):
 La prima riguarda il filosofo e poeta latino Tito Lucrezio Caro il quale, nel suo “DE RERUM NATURA”,”si fa portavoce delle teorie epicuree, richiama alla responsabilità personale il genere umano affinché prenda coscienza della realtà […] che non riesce a comprendere” un richiamo che vorrei indirizzare agli incoscienti negazionisti (penultimo capoverso di pag.39 e pag.40);
 Poi ho citato Peter D. Ouspensky, per un suo aforisma sul “diavolo” (pag.45);
 A seguire, Vincenzo De Luca e Luigi Pirandello con due rispettive loro sarcastiche “battute” (pag.49);
 Dante Alighieri (pag.52 ultimo cpv e pag.53);
 Niccolò Machiavelli (da pag.163 a pag.16 );
 Pupi Avati, con una sua lettera alla RAI ( pagg.58,59,60);
 ho inserito un breve stralcio dell’Intervista al Prof. Salvatore Fiorellino, Avvocato scrittore, effettuata dal Prof. Pasquale Vitale, giornalista, insegnante di Lettere e Filosofia, Direttore del portale di Cronaca e notizie per Caserta e Provincia BELVEDERENEWS.NET (pagg.72-73-74);
 ho citato una riflessione sulla pandemia pubblicata sul proprio Sito dall’Associazione “DEA NOTIZIE (pag.78);
 citato il Prof. Nicola Terracciano, Dirigente Scolastico a riposo, già insegnante di Storia e Filosofia nei Licei, che ha pubblicato un post indirizzatogli da “un uomo e una donna”, non identificati, e che a mia volta ho voluto citare – da pag.106 a pag.109 - come spunto di una mia analisi laica sulla fede religiosa - da pag.115 a pag.123;
Infine, avendo questo libro anche lo scopo di una “futura memoria” per far conoscere ai miei discendenti almeno qualche episodio vissuto da un loro “ascendente”, ho voluto inserire un episodio dell’ultima guerra (pag.156-157-158), in cui fu coinvolto mio padre (bisnonno di mio nipote Giovanni). In proposito, voglio evidenziare che sono entrato in possesso di documenti risalenti alla “Grande Guerra” del ‘15/’18) riguardanti il mio nonno paterno (trisnonno del mio nipotino, nostro omonimo, Giovanni De Roma, nato nell’800, poco meno di un secolo e mezzo fa).
 Curiosità documentate da reperti storici in materia di pandemie - pagg. 40 e 41;
 Religione, fede e interrogativi esistenziali (argomenti interessanti, secondo me):
 Nel seguire, da spettatore, la Via Crucis trasmessa dalla RAI il giorno di Venerdì Santo 10 Aprile, mi è venuto spontaneo immergermi in una riflessione sul martirio subìto da Gesù Cristo, che mi spinse a scrivere il testo di due canzoni sulla malvagità che spinge alcuni uomini a compiere le efferatezze più spregevoli (“Misantropo”- pag.94 - e “Rio Uomo”- pag.91); quei testi mi venivano alla mente spontanei di verso in verso, mentre mi accompagnavo con la chitarra, trovandomi alla fine con l’aver composto una canzone; a queste seguirono “Giovane Anni ‘70”, , “Un salto sulla Luna” (pag.93 e 97), tutte purtroppo ispirate da eventi e situazioni prodotti dalla cattiveria umana.
 Per quanto concerne la “fede in Dio”, causa il malcontento di un certo tipo di persone che attribuiscono al Padreterno la colpa di non intervenire per fare in modo che certe tragedie non avvengano, mi è sorto spontaneo esprimere il mio parere sull’importanza della “fede” per tantissime persone che spesso trovano in essa “l’ultimo scoglio a cui aggrapparsi” per trovare la resilienza necessaria a sostenere situazioni più o meno complesse e spietate che la vita a volte ci fa vivere da protagonisti.
 L’argomento “fede” non poteva non portarmi anche ad esprimere il mio parere sull’esistenza di Dio…e l’ho fatto! (da pag.115 a pag.123);
 E parlando dell’esistenza di Dio mi è sorto spontaneo anche esprimere il mio pensiero sull’esistenza dell’anima (da pag.128 a pag.131) e, a proposito dell’anima, a pag.132, ho inserito un’altra mia poesia in vernacolo: “L’anema è senz’età”, pubblicata nel volume IL TIBURTINO 2020 – Sibilla”.
 Tra le pagg. 123 e 128 ho inserito una mia poesia (da pag.124 a pag.127) che ha per oggetto un interrogativo sul mistero della “morte”, scritta in lingua napoletana non ufficiale, cioè in una stesura quasi totalmente onomatopeica del dialetto napoletano/porticese, poi tradotta in italiano, mettendo in pratica un tentativo piuttosto audace.
Per concludere la serie di risposte alla domanda iniziale, a prescindere dall’eterogeneità degli argomenti trattati, posso affermare, senza tema di smentite, che tutte le tematiche da me toccate sono legate da un “fil rouge” che le lega in qualche modo al lockdown e alla metafora di David e Golia. Un fil rouge che lega anche lo scontento ed il rammarico e la critica per le nefandezze che l’Uomo ha commesso, commette e commetterà finché sarà l’ospite indegno del nostro stupendo pianeta azzurro (“Rio Uomo” – pag.91; “Giovane anni ‘70” – pag.93; “Misantropo” – pag.94).
Migliorerà questo “Uomo”? Lo spero, lo spero veramente tantissimo, però rimane il dubbio che una organizzazione sociale perfetta in uno Stato di Diritto perfettamente realizzato, e da tutti rispettato, del quale potrebbe godere una Umanità matura e scevra da infamie, possa restare una Utopia fino alla fine del Tempo!

Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?
✔La realtà ha inciso in quasi tutti gli argomenti trattati, fatta eccezione per qualche divagazione fantastica espressa sotto forma di dipinti e poesie;

Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?
✔Ripensando ai fatti legati alla “Liberazione” mi è balzato alla mente un episodio della ritirata dei tedeschi da Napoli, che vide coinvolto mio padre. Ho voluto inserire dei documenti che lo riguardano per lasciarne traccia ai miei discendenti, affinché possano sapere ciò che io avrei voluto sapere dei miei antenati ma che non mi è mai venuto in mente di fare chiedendone notizie ai miei nonni, quando erano ancora in vita.

Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito “Pagine del diario di un lockdown…e non solo”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?
✔Descriverei la forza d’animo che nasce nelle persone, grazie alla solidarietà che si manifesta in situazioni di grave rischio, che riguardano tutti indistintamente, e che spingono ciascuno a sentirsi legato agli altri per tirarsene fuori alla meno peggio.
Poi, elogerei la capacità degli scienziati di trovare una soluzione che possa tirare fuori dai guai l’intera umanità quando questa è minacciata da una pandemia globale. Infine, considerato che la situazione dei cambiamenti climatici è l’ultimo campanello di allarme per il mondo minacciato delle conseguenze dell’incoscienza umana che ha scombussolato gli equilibri naturali del nostro pianeta fino a portare l’entropia a livelli vicinissimi al punto di non ritorno, è giunta l’ora che i Governi mondiali non indugino più nell’adottare le contromisure idonee a dare inizio ad un’inversione di tendenza per un lento ritorno al passato, per cui mi sono unito al coro degli ambientalisti che continuano a battere il “chiodo” che, fino ad oggi, non riesce ad entrare con efficacia nella testa dei governanti responsabili della Terra. Ma pare che, finalmente, si stia procedendo a programmare e mettere in atto le misure necessarie a fare dei passi indietro.
Tali situazioni di pericolo, le ho immaginate nei miei dipinti “Adamo 2 – 1° ” e “Adamo 2 - La Rinascita II” (pagg.23 e 24) e -Proiezione anno “ics”-(pag.144), nonché nei versi conclusivi della poesia ”Ch’ r’è a’ mort’? (pag.124)
Ma prima di tutto, isolerei e descriverei, con una sottolineatura doppia, l’abnegazione e il senso del dovere mostrato dal Personale Sanitario nonostante il rischio di morte determinato dal loro operare sulla “linea di fuoco”, rischio che ha lasciato sul campo di battaglia già tante vittime fino ad oggi.

Domanda - Quali sono le mie fonti d’ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?
✔Quando ero solo un ragazzino, ai primi degli anni ’50, non ricordo esattamente quanti anni avessi ma sapevo già leggere abbastanza bene, andai a curiosare in una cassetta che mio padre custodiva sotto il letto e scoprii che conteneva dei libri. Il primo che presi tra le mani era intitolato “Tarzan delle scimmie”; il secondo era intitolato “Sigfrido – I Nibelunghi e le leggenda del Reno”. Vado a memoria ma non sono certo dell’esattezza dei titoli.
Lessi alcune pagine del primo libro ma passai subito al secondo, del quale ricordo solo l’immagine misteriosa di un nano, raffigurato in un disegno, e il suono affascinante della frase “Sigfrido e la leggenda dei Nibelunghi”.
Mi sono dilungato tanto nel raccontare questo ricordo perché mi sembra giusto anteporre la descrizione delle fondamenta che mi hanno consentito di costruirvi sopra un edificio importante.
Da quella mia esperienza nacque l’incipit che mi fornì una improvvisa e forte passione per la lettura dei libri.
Che senso avrebbe avuto, in questa sede, partire con un elenco di “grandi nomi” della letteratura se non avessi prima parlato del “lievito-madre” fornitomi da quelle letture che, qualche tempo dopo essermene nutrito, mi spinse a mettere da parte i fumetti come “Topolino” – che tanto mi hanno anch’essi donato - e a ricercare dei veri libri da leggere?
Infatti, notai nella vetrina di un’edicola la copertina di una pubblicazione del “Robinson Crusoe” e lo comprai: quel racconto mi aveva completamente conquistato e spinto a fantasticare sull’istinto di sopravvivenza con cui un uomo riesce a lottare anche in condizioni estreme nel tentativo di sopravvivere.
Così, con un’autentica bramosia di lettura, dal racconto di Daniel Defoe, passai a Jules Verne ed ai suoi fantastici racconti, partendo da “Viaggio al centro della Terra”; poi lessi tutti gli altri suoi racconti.
Quelle letture hanno donato alla mia preadolescenza tantissima gioia per la lettura, ma SOPRATTUTTO, mi hanno formato nella scrittura, che ho imparato, come fosse musica, “ad orecchio”, acquisendo la tecnica narrativa di quei romanzi per ragazzi.
Poi, andando avanti con gli anni, lo studio previsto dai programmi scolastici per l’Italiano, inteso come “materia scolastica”, mi ha fornito i rudimenti di “Storia della Letteratura” e una prima conoscenza dei “Grandi della Letteratura”, che mi portò ad amare Omero, Virgilio, Dante, Ariosto, Tasso e altri, ma…non nella stessa misura.
E fu proprio questo - “I GRANDI DELLA LETTERATURA” - il titolo che i Fratelli Fabbri Editori, nel 1968, diedero ad una collana di grandi opere, composta da 100 volumi, messi in vendita con cadenza settimanale.
Il volume n.1 (che, oltretutto, contiene la presentazione del grande Salvatore Quasimodo (che ho appena scoperto, con grande sorpresa) è dedicato ad Oscar Wilde con “IL RITRATTO DI DORIAN GRAY”, che comprai il giorno di venerdì 15 novembre 1968 (annotazione che scrissi sul primo foglio bianco del volume).
Mi fa piacere trascrivere la prima frase, e l’intero periodo che segue, della presentazione di Salvatore Quasimodo a quella Collana, che il Maestro Alessandro, suo figlio, certamente conosce:
“Presentare nel 1968 una collana di classici potrebbe sembrare opera di normale divulgazione letteraria. Ma è anche indizio della salute culturale del lettore italiano, distratto dalle illustrazioni dei fumetti e saturo delle esperienze oscure – da gioco di pazienza – delle avanguardie.”
Quella presentazione è talmente incisiva nel tracciare l’incertezza e la confusione in cui si muoveva il mondo letterario di quegli anni che voglio scansionarne le pagine (sono solo tre) per allegarle al presente questionario come un prezioso documento.
Nel terzo capoverso della presentazione, il Maestro scrive:
“L’uso di un linguaggio indecifrabile non corrisponde nemmeno alla comune realtà alla quale è abituato l’uomo della strada, dove predomina l’immagine (cinema, televisione, cartelloni pubblicitari) come stimolo immediato della percezione.
I lettori che vogliono avere una biblioteca in casa, i giovani che vivono il presente con audacia critica ma che non amano le tesi astratte e conformiste che gli specialisti di altre generazioni dedicano al passato, avranno modo di risalire ad una fonte diretta di conoscenza.”
Così, come aveva previsto Salvatore Quasimodo, grazie alla propria grande saggezza, anche il sottoscritto ha avuto modo “di risalire ad una fonte diretta di conoscenza”, grazie a questa collana.
Rimpiango, tuttavia, di non aver avuto la fortuna di essere stato indirizzato verso gli studi accademici umanistici.

Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?
✔Un’altra disciplina artistica, che ha prevalso per alcuni decenni sul mio amore per la scrittura, è certamente la pittura, che non ha però sminuito il mio interesse per la prima.
Lo “scrivere” poesie e racconti, ha rappresentato per me, fin dai primi anni della mia vita, una forte attrazione, tant’è che la mia prima poesia la scrissi quando avevo nove anni. La intitolai “Onde a primavera”. Con essa ho partecipato ad uno dei concorsi di poesia banditi di Codesta Casa Editrice, ed è stata selezionata per l’inserimento nel libro “Parole in fuga”.
Poi, all’età di 18 anni, iniziai a scrivere un racconto restato incompiuto, che ho parzialmente ripreso in una pagina del ”Diario” del lockdown (pag.134).
Ma, come ho già accennato precedentemente, credo che la struttura primaria del mio modo di scrivere, sia stata formata dalla narrativa per ragazzi, poi arricchita da letture successive più impegnative.
Non saprei dire però, in tutta coscienza, se la lettura di molti saggi e romanzi di importanti e grandi autori abbia influenzato la mia scrittura.
Per quanto concerne il disegno e la pittura, invece, ho subito amato Carrà e De Chirico. Carlo Carrà è stato il pittore che per primo mi ha “ipnotizzato” con la sua “L’amante dell’ingegnere”.
Poi, oltre a provare una grande attrazione per il Surrealismo, mi sono innamorato anche della pittura di De Chirico, con cui condivido, indegnamente, un forte interesse nei confronti del “manichino”, ma un manichino particolare, uguale solo nel nome ai manichini di De Chirico, un manichino del quale ho cominciato a parlare in un altro mio manoscritto, sul quale dovrò ancora lavorare parecchio, perché è proprio il “manichino”, questa sorta di fantoccio, l’attore principale nelle mie composizioni.
Attualmente, il mio “manichino-attore” resta in attesa di atri ruoli, oltre quelli che gli ho già fatto svolgere in qualche quadro che ho inserito nel “Diario” (pagg.35-36-144), ed in altri dipinti che non ho mostrato.

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?
✔Visto che questa domanda attribuisce intrinsecamente un “genere” al mio libro, devo confessare che, da parte mia, non saprei riconoscere, in questo momento, un genere omnicomprensivo, adatto alla molteplicità degli argomenti in esso trattati. Certo, proposto come “pagine di diario”, il libro si autodefinisce collocandosi nel genere di specifica appartenenza, ma è un diario particolare in cui si fondono cronaca, fantasia, arte e un poco di cultura. Le ultime tre, in sostanza, rappresentano gli “oggetti” dei generi letterari che prediligo. Però una preferenza, che antepongo alle altre, riguarda i generi in cui sia prevalente la fantasia e tutto ciò che è preceduto dal prefisso “fanta”, nella miriade di contesti e stili diversi, che ti consentono di evadere dalle contingenze della vita di ogni giorno, con le sue complicazioni, impreviste e imprevedibili, dove si aggrovigliano e impantanano anche i problemi più stupidi, mischiati a quelli più seri.
Perfino nel genere “Horror”, mi hanno molto appassionato i racconti di Edgar Allan Poe, Robert Louis Stevenson, Oscar Wilde…per citarne solo alcuni.
Ciò non vuol dire che abbia trascurato i generi colti: basti pensare ai nomi presenti nella collana I GRANDI DELLA LETTERATURA, della quale posseggo 71 volumi dei 100 totali; ne cito solo i primi dieci: WILDE – CECHOV – MAUPASSANT – GOETHE – SHAKESPEARE – BOCCACCIO (2 tomi) – MANN – FOURNIER – PUSKIN.
E negli altri 61 volumi che posseggo, compare la maggior parte dei Grandi Letterati di tutti i tempi, tra cui il Sommo DANTE.

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
✔Questa è una domanda (senza offesa per chi l’ha inclusa tra le altre) che non andrebbe posta ad una persona della mia età in quanto prevede una risposta scontata: IL LIBRO TRADIZIONALE, ovviamente!
Ma, a prescindere dall’essere “vecchi” o “giovani”, io credo, o mi piace pensare, che anche i ragazzi vedano nel libro cartaceo un oggetto affascinante e prezioso che non è comparabile al libro virtuale racchiuso in un “hard disk” o una “pen drive”.
Il libro cartaceo, a differenza dell'E-BOOK, trova un suo posto, tra altri “fratelli”, con il suo particolare profumo di stampa, se acquistato da poco, o quel particolare profumo posseduto dai vecchi libri che ti fa pensare ad un oggetto antico, più pregiato del libro nuovo. E’ là, sopra una mensola o all’interno di un mobile libreria, come un piccolo “scrigno” in cui sono racchiusi tesori spirituali che testimoniano i sentimenti del suo autore, un piccolo scrigno che solo a dargli uno sguardo, sullo scaffale dov’è stato riposto, svolge il ruolo di un confidente sempre pronto ad aprirsi al tuo bisogno di rinfrescare la memoria sul suo contenuto che, in gran parte, viene velato dal tempo trascorso dalla prima lettura, o dopo una lettura recente non del tutto attenta o addirittura distratta.

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro?
✔Ho avuto un rapporto di buona amicizia e fiducia, vista la facilità con cui riuscivo ad utilizzarla, nel tentativo riuscito, spero, di esprimere ciò che sentivo per raggiungere lo scopo che mi ero prefissato in partenza.

Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “Pagine del diario di un lockdown…e non solo” se non lo avesse scritto.
✔Lo comprerei per avere un libro che solo a guardarlo, come una piccola stele, possa ricordarmi, in primo luogo, l’evento tragicamente storico descritto nelle sue pagine …e non solo, senza la necessità di riaprire un file custodito nell’hard disk del PC o in una pen-prive.

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?
✔Sì, è un lavoro nel quale ho cominciato ad impegnarmi molto prima che cadesse sul Mondo il fulmine a ciel sereno della pandemia.
Si tratta, sostanzialmente, di un’autobiografia nella quale descrivo il percorso che mi ha portato a praticare la pittura.
Sono partito dal primo incontro con un anziano pittore intento a trasferire su di una piccola tela un peschereccio attraccato nel porto mercantile di Portici, il mio paese natìo, situato ai piedi del Vesuvio ed al centro del Golfo di Napoli.
Quell’incontro ebbe un effetto magico su di me: gettò il seme nel mio subconscio che sarebbe germogliato più tardi, portandomi a realizzare un centinaio di dipinti, quasi tutti donati o venduti.
Con la maturità dei miei anni e con la voglia dirompente di narrare in un libro i frutti della mia esperienza di pittore, sono giunto a concepire un ambizioso progetto teorico- formativo che sia in grado di trasferire nelle persone comuni, la chiave di lettura che possa far loro godere del diritto di fruizione dell’Arte, in quanto questa è patrimonio dell’intera umanità.
Anche per quelle opere d’arte, apparentemente non comprensibili, che spingono a dire “Ma cosa vuole dire?” chi non ha una formazione culturale nell’ambito della Storia dell’Arte, tale da permettergli di discernere e comprendere, per esempio, la Pittura Astratta o quella Concettuale, è possibile farne comprendere il senso (quando quel “senso” sia effettivamente posseduto dalla presunta opera d’arte). Non posso dire altro, per il momento.
Nel congedarmi, voglio ringraziarvi per l’attenzione che avete voluto cortesemente prestarmi e della quale, forse, ho abusato.

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