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Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
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Intervista a Marzia Rei, che presenta ai lettori il libro di poesie "Farfalle dal silenzio" ( Aletti Editore )

di Rassegna Stampa

Intervista a Marzia Rei, che presenta ai lettori il libro di poesie "Farfalle dal silenzio" (Aletti Editore)

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “FARFALLE DAL SILENZIO”? Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per Lei fondamentali, che tratta in questo volume?
Marzia Rei - “Farfalle dal silenzio” è il titolo scelto per questa mia raccolta di #poesie che si alzano dal silenzio come farfalle per portare i loro messaggi a noi lettori. Messaggi mai monotematici, ma diversi quanto i colori, i disegni e le varietà delle farfalle che sono simbolo di libertà, bellezza, metamorfosi, fragilità, gentilezza e allegoria dell’anima, che crea poesia.
Della loro presenza quasi non ci accorgiamo, perché esse si mostrano a noi senza rumore, sono silenziose; così nascono e si offrono a noi anche le poesie, frutto del silenzio, che richiede ascolto e attenzione, discrezione e intimità.
Gli argomenti delle poesie sono i più vari, appartengono alla quotidianità di tutti noi e i loro colori sono quelli delle emozioni, dei ricordi, delle stagioni, della natura, delle età della vita, dei momenti del giorno e dei luoghi: esperienze e suggestioni che potremo continuamente scoprire, perché la poesia non si esaurisce mai, si prende cura di noi e continua il suo volo come la farfalla che morirebbe, se cercassimo di fermarla.
Mi ha affascinato inoltre il simbolismo della farfalla, illustrato nel mito di Psiche come fanciulla alata, simile alla farfalla. Il termine stesso psyché (ψυχή) in greco antico significa farfalla e anima: nei monumenti antichi l’anima è rappresentata spesso con ali di farfalla. Da qui l’analogia anima-farfalla, ma psyché significa anima, farfalla e, nello stesso tempo, respiro, il soffio vitale che dà la vita. Psyché-farfalla è la personificazione del respiro dell’anima, quindi perché non assimilare la farfalla alla poesia?

Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?
Marzia Rei - Direi che la realtà rappresenta proprio l’elemento fondamentale da cui sono partita.
La farfalla è un insetto che mi affascina particolarmente per i i colori e la simmetria, non solo. Il mistero conturbante della sua metamorfosi, il trapasso da bruco, simbolo dell’incompiuto, della perfezione non raggiunta, a crisalide e da questa in farfalla, assume il valore di un messaggio, quasi un simbolo di resurrezione e ci ricorda che la creazione stessa è metamorfosi, cambiamento di forma, grazie al quale l’esistenza stessa si trova cambiata.
Inoltre mi è venuta spontanea la riflessione che non serve far rumore per esserci. La farfalla non fa rumore eppure c’è, noi la notiamo e la vediamo volare da sola alla ricerca di un fiore. Il fiore e la farfalla si compensano; la farfalla diventa così la metafora di noi che possiamo volare da soli, ma abbiamo bisogno di un appoggio, di una comunicazione e di prendere da qualcuno o qualcosa quel quid che ci porta a volare di nuovo. È un insegnamento della natura che ci dice che proprio da soli non ce la possiamo fare; ma per accorgerci di ciò che non fa rumore, dobbiamo porci in una situazione di ascolto e di silenzio.
Mi chiedono spesso se è la mia personale realtà quella di cui parlo nelle poesie, sì sono io che scrivo, ma non ho vissuto tutto in prima persona, mi piace considerarmi anche una mediatrice di situazioni, di sentimenti e personaggi, di cui sono venuta a conoscenza attraverso letture, canzoni, incontri reali. Ciò mi aiuta a vedere altri punti di vista.

Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo Suo libro?
Marzia Rei - Ho voluto salvare e custodire i valori simbolici delle farfalle, che attirano la nostra vista in quanto esteticamente bellissime, come ad esempio il carpe diem, la leggerezza, la vita breve e altri, l’importanza di qualcosa di silenzioso: ogni farfalla è una poesia che si appoggia su ognuno di noi e lascia qualcosa e prende qualcosa, perché le parole vengono a noi, ma ognuno vive la poesia con il proprio sé. Bisogna quindi imparare ad ascoltare e ad apprezzare il silenzio e questa mi sembra un’idea molto importante per tutti noi che viviamo in una società piena di rumore e di parole insensate. Sostengo che non serve far rumore per esserci, serve solo essere sostanza. Per me la farfalla è forma e sostanza come la poesia. Non posso distinguere la forma poetica dalla sostanza, perché la poesia avviene e diviene attraverso il suono, l’immagine, tutto quello che ci suggerisce la suggestione. Quando leggiamo una poesia, percepiamo parole col nostro vissuto e quelle parole hanno un significato nella nostra vita, ci curano, ci accompagnano, hanno attenzione per l’alterità degli altri, chiedono aiuto al lettore, al dialogante, portano la concentrazione su un particolare che qualcun altro non vede.
La parola della poesia è sempre dialogica e il dialogo è quel momento in cui entro in relazione con l’altro, lasciando all’altro lo spazio del mio silenzio. La poesia è ospitale, nel senso che dà ospitalità e la riceve. Le parole entrano dentro ad una narrazione diversa, dove c’è lo spazio per condividere. Ognuno entra con il proprio portale, con il suo silenzio e il suo ascolto che aprono la disponibilità ad essere presenti. Tutto questo mi piace pensare venga messo in luce dal mio libro.

Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito il libro ”FARFALLE DAL SILENZIO”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?
Marzia Rei - Mi piace ricordare una frase di Jung: “Senza emozione è impossibile trasformare le tenebre in luce e l’apatia in movimento”. Quindi non ho episodi particolari. In ogni poesia della raccolta c’è la scoperta di un sentimento, di una situazione, personale e non, che ho cercato di approfondire, facendomi trasportare dall’immaginazione in un viaggio affascinante attraverso le parole. Quindi il contenuto di ogni poesia ha per me questo potenziale in sé in misura uguale.

Domanda - Quali sono le Sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella Sua formazione culturale e sentimentale?
Marzia Rei - Più che la mia formazione letteraria, è l’esperienza di vita e di lavoro che mi porta a scrivere, sicuramente sorretta dalla mia formazione umanistica.
In queste poesie ci sono certamente io con tutte le persone che ho conosciuto, i viaggi che ho fatto, la famiglia, le amicizie, le passioni, i libri: senza tutto questo, niente di ciò che ho scritto potrebbe esistere.
Certamente ho autori prediletti che sono stati fondamentali nella mia formazione, soprattutto nell’ambito della letteratura tedesca, ma non solo e qui vorrei citarne alcuni.
Uno dei miei autori preferiti Hermann Hesse ha scritto di una farfalla in volo: “vidi la felicità farmi un cenno”. Questo bellissimo verso mi è sempre rimasto molto vivo ed era presente anche quando ho deciso di scrivere la prima poesia di questa raccolta “Eccole, le farfalle”.
Nella pagina iniziale del libro ho citato due aforismi, uno di Alda Merini e l’altro di Saramago, grandissime personalità, che amo per motivi diversi. Alda Merini ci invita ad una riflessione, rendendoci consapevoli che il poeta è imprendibile come l’aria, non lo si può costringerre in categorie ed afferrare razionalmente, come la farfalla e la poesia che continuano a volare per scendere su molti fiori. La stessa farfalla ha qualcosa da dire a fiori diversi, così la poesia parla a noi in modi diversi.
Saramago ci dice qualcosa che entra nel titolo della raccolta, il valore individuale del silenzio e dell’ascolto, che accompagnano il viaggio di ognuno di noi, il viaggio della farfalla, il viaggio della poesia.

Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la Sua scrittura?
Marzia Rei - Ho amato sempre il cinema e il teatro. Dopo aver lasciato l’insegnamento, ho seguito e completato il Corso di Doppiaggio presso l’Accademia del Cinema di Bologna, dove ho avuto insegnanti bravissimi di recitazione e direttori di doppiaggio che mi hanno insegnato tanto sulla parola e l’analisi dei personaggi. Ho avuto la fortuna di incontrare sulla mia strada dei veri maestri, frequentando altri corsi e master. Ho conosciuto da vicino un mondo nuovo, affascinante, quello della recitazione, che mi ha portato ad esplorare tanti testi diversi, a rileggere vecchi autori con occhi nuovi, a vedere la realtà da punti di vista differenti, a entrare in personaggi, caratterialmente opposti a me, tutte esperienze confluite in queste poesie.

Domanda - Oltre a quello trattato nel Suo libro, quali altri generi letterari predilige?
Marzia Rei - Mi piacciono i racconti brevi, i romanzi con tematiche esistenziali, i testi per il teatro.

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
Marzia Rei - Per età e formazione prediligo il cartaceo. Il libro è un oggetto personale, ho l’abitudine di sottolinearlo, di scrivere a fianco qualche annotazione. Se un libro mi piace, lo rileggo spesso, perché amo scoprire cose nuove, emozioni non provate nelle letture precedenti.

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.
Marzia Rei - Il rapporto con le parole è diventato via via più consapevole, cercando la parola più adatta, suggestiva e comunicativa, per esprimere al meglio per così dire l’inesprimibile mondo delle emozioni profonde.

Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “FARFALLE DAL SILENZIO”, se non lo avesse scritto.
Marzia Rei - Lo comprerei perché queste poesie sono semplici e immediate, ci parlano nella diversità dei nostri pensieri, nella diversità di comportamento di fronte alle emozioni e ai sentimenti: tutti si possono riconoscere in una parola, in un verso, in un titolo. Vorrei che passasse l’idea che la poesia appartiene a tutti noi, è una modalità con cui vedere il mondo che ci circonda. Ogni cosa, anche l’oggetto più banale può diventare “poetico” e quindi misterioso, magico, unico e irripetibile, offerto all’attenzione di un'altra persona che legge o ascolta e che entra con il suo vissuto in quel contesto. Come dice Paul Celan, la poesia è una stretta di mano, fra un Io e un Tu, uno stretto contatto, uno scambio quasi fisico. una comunicazione, una condivisione.

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?
Marzia Rei - La mia esperienza di scrittura è piuttosto recente, ma ho partecipato a vari concorsi, ho avuto dei riconoscimenti e ho incontrato persone che mi hanno incoraggiato a continuare a scrivere. Poi nel 2018 ho avuto la fortuna di pubblicare il mio primo libro di poesie con Aletti, nel 2019 i miei monologhi sono stati selezionati come opera inedita e proposti per la pubblicazione, sempre dalla Casa Editrice Aletti. Per me tutto è stato di grande soddisfazione. Nel frattempo, ho continuato a scrivere poesie e racconti.
In ogni caso, è fondamentale continuare a studiare, leggere, partecipare a laboratori di scrittura e imparare dai bravissimi, da coloro che hanno molta esperienza.
Il progetto prossimo sarebbe quello di pubblicare una raccolta di racconti.

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