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Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
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Intervista ad ILDO CIGARINI che presenta ai lettori il libro VARCHI TEMPORALI ( Aletti Editore )

di Rassegna Stampa

Intervista ad ILDO CIGARINI che presenta ai lettori il libro VARCHI TEMPORALI (Aletti Editore)

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “Varchi temporali"? Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?
Ildo Cigarini - Il giorno è fatto di 24 ore, ma come evitare che questa realtà si trasformi in una gabbia temporale fissata solo sul giorno presente? Come trasformare questa meccanica in una dilatazione di vite, esperienze, ricordi, suggestioni e luoghi? Con i “Varchi temporali”. Restano, ovviamente, le 24 ore ma ogni ora racconta di un giorno diverso, di un tempo diverso, si muove dentro la storia, la piccola storia e quella con la S maiuscola e questa è la forza della #poesia, la sua forza espressiva. Ho immaginato di vivere un’ora del giorno ma in tempi e luoghi diversi. Ho così recuperato il sapore e l’umanità di un piccolo borgo di campagna e il suo cambiamento con la modernità, le vite disperse dalla violenza della storia passando da un piccolo borgo al ghetto di Roma, al treno per Auschwitz e a quell’inferno sulla terra, e poi i ricordi dell’infanzia e le vite sul fiume naufragate negli anni.

Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?
Ildo Cigarini - Per me la poesia è vita e mi riconosco in questi versi del poeta madrileno Alfonso Brezmes: “Ultimamente/scrivo meno. / Poco. / Niente./ Come se la vita/ d’improvviso dicesse:/fatti da parte,/adesso tocca a me/ scrivere.” Tu, aggiungo io, puoi anche decidere di non cercare e di non scrivere della vita, ma sarà comunque lei a cercarti. La mia poesia è un corpo a corpo con la vita: con i suoi vuoti e suoi pieni, le sue passioni e le sue delusioni, le sue gioie e i suoi dolori, con i ricordi e con il bisogno di trovare nelle radici e nella memoria un senso per vivere il presente. Nella parola alta della poesia c’è la risposta all’indifferenza e alla parola usata per violare, per colpire, per discriminare. Ebbene sì, la realtà ha un peso nella mia poesia che può assumere toni lirici, epigrammatici, metaforici, metamorfici ma anche di impegno e indignazione civile.

Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?
Ildo Cigarini - È vero, in molte delle mie opere c’è un indiscutibile bisogno della scrittura come valore testimoniale, senza però cadere nella trappola della retorica o dell’autoreferenzialità o almeno così spero. Credo che la mia scrittura semplice, ma da non confondere con la banalità, possa arrivare meglio a chi la legge e permettere al lettore di potervi trovare emozioni e suggestioni da condividere perché in quei versi si è riconosciuto. Non è forse compito del poeta essere testimone del suo tempo e scrivere non solo per soddisfare un bisogno personale ma anche per entrare in comunità con gli altri, con i suoi possibili lettori? Dopo “Umana Fabula” da voi pubblicato, sentivo che il mio viaggio poetico come sguardo sulla vita non era ancora concluso e che forse mai potrà dirsi concluso. “Varchi temporali” continua quel percorso, il bisogno insopprimibile di una immersione nei ricordi, nella memoria, nelle emozioni e nei sentimenti ma anche nelle paure e nelle incertezze di questo tempo precario e confuso. A differenza di altre mie precedenti opere, in questa i versi scorrono liberi, senza punteggiatura, come acqua di torrente, lasciando al lettore decidere le pause, il ritmo, il fluire della parola, gli improvvisi balzi o le temporanee insenature dove l’acqua-parola si quieta.

Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito “Varchi temporali”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?
Ildo Cigarini - Certamente il rinnovato incontro attraverso la scrittura con mio padre e mia madre da tempo scomparsi ma mai scomparsi dal mio cuore e dai ricordi che riaffiorando riportano gesti dimenticati e la loro presenza fatta di cose, di luoghi, di parole, di amorose cure. Nel descrivere alcuni luoghi della mia infanzia ho provato un’emozione straordinaria, le parole e i versi arrivavano da un tempo lontano e pure così vicino a illuminare le ombre di giornate consumate a misurare camminando il perimetro del mio cortile. E così mi sono ritrovato nello spazio della mia vecchia frazione, davanti alla sua piccola chiesa, nel cimitero con gli angeli bambini e ho capito che quel mondo era ancora dentro di me e mi faceva sentire vivo. Mi sono tornate alla mente le narrazioni dei vecchi del paese, storie di bambini portatati lontano su treni senza luce e senz’aria verso l’annientamento e il dolore di chi è tornato e non può dimenticare. Ma anche le storie degli ultimi abitanti delle golene del fiume Po, storie d’acqua e di terra, di solitudine e di silenzi. E ognuna di queste storie è diventata una tessitura di pensieri e di parole e sentivo che nel metterle in versi stavo dando anche un senso alla mia vita.

Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?
Ildo Cigarini - Devo fare una premessa. Mio padre è stato un poeta, scultore e video maker e la sua sensibilità artistica ha influito notevolmente sulla mia formazione culturale, ricordo che io bambino lo ascoltavo leggere ad alta voce i versi di Omero e di Virgilio, di sera, davanti al fuoco del camino in una piccola stanza dove si mescolavano calore e parole. Ciò detto mi sono abbeverato alla fonte dei poeti lirici greci, dei classici greci e latini, mi sono nutrito con la passione dei versi di Neruda e Lorca e molto ho trovato nei grandi poeti italiani del Novecento da Ungaretti a Montale, da Quasimodo a Saba, da Giudici a Caproni solo per citarne alcuni senza però dimenticare lo straordinario lavoro poetico di Bevilacqua e Bertolucci con le loro atmosfere di paese e di una campagna a me così vicina. È naturale che in questo viaggiare nella grande poesia qualcosa rimanga a contaminare positivamente anche il mio timbro poetico, ma se devo essere sincero la traccia più forte nei miei versi l’ha lasciata la poesia liricamente malinconica e a tratti fortemente epica di mio padre e di questo gli sarò per sempre riconoscente.

Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?
Ildo Cigarini - Amo il cinema, il teatro, l’opera lirica, e i grandi cantautori italiani e non solo quelli. Sono un assiduo frequentatore di mostre di pittura e fotografiche, ricordo che a Reggio ogni anno si svolge la bella rassegna di Fotografia Europea. Ho poi la fortuna e il privilegio di conoscere e frequentare alcuni bravi pittori reggiani e quindi tutto questo insieme di incontri e di emozioni hanno certamente un posto importante nella mia produzione poetica. Ho dedicato alcune mie poesie a grandi pittori del Novecento e ad alcuni grandi fotografi, preso e ispirato dalle loro opere. Inoltre sono convinto che la poesia sia sorella dell’arte visiva e anche visionaria, insieme dialogano benissimo e insieme possono darci grandi emozioni.

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?
Ildo Cigarini - Oltre alla poesia amo la narrativa e i saggi di filosofia. Ho tradotto la mia passione per il bel romanzo o il raffinato racconto in alcuni tentativi di coniugare prosa e poesia. Non so se questi miei prosimetri abbiano raggiunto lo scopo che mi ero prefisso, appunto stare sul labile confine tra poesia e prosa ma sono stati comunque, almeno per me, una bella esperienza di lavoro sulla parola.

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
Ildo Cigarini - A questa domanda la mia risposta sarà breve: preferisco il libro tradizionale cartaceo, forse perché sono di quella generazione che è cresciuta a pane e libri. Amo sfogliare il libro e sentire l’odore della carta e dell’inchiostro. Esperienze tattili e materiche per me insostituibili.

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.
Ildo Cigarini - Dice il mio amico poeta Alberto Bertoni: “Quando arriva il primo verso è su quello che costruisci la tua trama poetica” e così è anche per me. Poi poesia dopo poesia, verso dopo verso viene a comporsi un disegno di scrittura più ampio e completo. Di norma sono abbastanza veloce nella composizione, ovviamente se c’è l’ispirazione e come dice la Merini se la voce interiore (il moto dello spirito) si fa sentire e poi il maggior tempo è tornare a lavorare sulla parola per far rimanere l’essenziale.

Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “Varchi temporali", se non lo avesse scritto.
Ildo Cigarini - Perché è un libro sincero e tra le sue pagine potrei trovare anche quei sentimenti e quelle emozioni che danno un senso a ogni giorno della nostra vita e quel filo di ricordi che illuminano la memoria e con essa il nostro cammino in questo tempo così precario e incerto.

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?
Ildo Cigarini - Sì, vorrei raccogliere i vari poemetti sparsi in diverse pubblicazioni, rivederli e farne una raccolta, appunto: I Poemetti.


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