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Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
 -

Intervista ad Elvio Carrieri, che presenta ai lettori il libro "Decadrammi"

di Rassegna Stampa

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai“Decadrammi"? Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?
Il titolo deriva da una moneta antica. Come sempre ci si rifà all’antichità quando non si è orgogliosi del proprio presente, e il dekádrachmos veniva coniato in occasioni di eccezionalità, proprio come una poesia, un qualsiasi verso di questo libro che meriti di essere ricordato da qualcuno. Così come il titolo della monografia, anche i temi si riflettono nell’antico. Non ci si può far nulla, è un’attrazione vertiginosa. In fondo i temi della poesia sono identici da Omero fino a Magrelli, nel mio libro si parla di amore e di morte, di sesso, di gioia, ma soprattutto di sofferenza. Sono convinto che sia il vero tema che prevale su ogni altro da quando al mondo si scrivono versi.

Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?
La realtà incide come una scritta sulla sabbia. Nel mio caso il singolo granello determina la realtà, ma è la musica il vero protagonista della poesia, non c’è altra forma di comparazione. La realtà incide, ma incide il giusto, ovvero quanto poco dovrebbe incidere per farsi poesia.

Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?
Sicuramente ogni citazione intende rimarcare ciò che è stato essere poeta prima di oggi. L’oblio in cui inevitabilmente cadrà ogni mio verso è destinato ad agglomerarsi nel tempo, di certo ricordarsi di qualche nome storico mentre si legge Decadrammi è l’unico modo per non farlo invecchiare su una mensola a prendere polvere. Ci sono quei nomi che vanno celebrati e quelli che vanno idolatrati, c’è tutto, c’è tutta la storia della poesia che mi ha formato.

Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito“Decadrammi”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?
Ogni poesia ha inciso un momento specifico nella mia memoria, è certo tuttavia che ci sono alcuni versi di cui le circostanze non verranno esplicitate né dimenticate più di altre. Ciò che rimane più impresso a chi scrive è sempre ciò che è stato diagnosticato come il momento più sofferente e ben riuscito dalla mente alla carta. Ce ne sono un paio, forse tre o quattro, che nel mio libro hanno avuto un’incidenza più pesante e che sicuramente prenderanno il sopravvento su altri. Il compito di chi legge è scoprirlo.

Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?
Devo tutta la mia passione per la musicalità del verso a Baudelaire e Campana, senza ombra di dubbio, e devo la mia maturazione a Montale. Da ragazzi quando ci si approccia alla poesia è molto facile farsi prendere dal simbolismo francese, è una sorta di trappola che può trasformare in positivo o in negativo chi ne esce scrivendoci qualcosa. Baudelaire fu per me il primo autore di cui volli carpire l’essenza leggendo in lingua originale, traducendo, commentando, dando insomma una personale critica a tutto ciò che la mia mente riusciva a percepire. Campana è stato il primo italiano a gridarmi in faccia che è possibile innovare anche scrivendo in una lingua che ha ancora bisogno di evolversi, soprattutto dando sfogo all’inconscio più che alla razionalità. Insomma Campana serviva a svegliarci un po’ tutti, o perlomeno a svegliare me dal sogno simbolista per portarmi ancora più avanti nell’assimilazione della veggenza poetica, ma questa volta nella mia lingua. Si intenda che Montale è (come Dante e Leopardi) il cancello attraverso cui ognuno di noi deve passare e il nome con cui ognuno di noi deve confrontarsi. Superando l’iniziale antipatia iniziai a provare quasi commozione nel leggere determinati passi di Satura, mi resi anche conto che il pregiudizio che avevo nei confronti della sua prosaicità si stava man mano trasformando in puro apprezzamento, insomma Montale mi è servito per rendermi conto che la poesia va oltre i limiti che ognuno di noi si pone man mano che va avanti con l’esistenza. Ho tralasciato volutamente altri autori fondamentali (Dante, Leopardi, Ginsberg) così come tanti altri minori (Dowson, Michelstaedter, Celan) che mi hanno in qualche modo influenzato nel modo di percepire il panorama poetico della storia. Sono grato ugualmente ad ognuno di loro.

Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?
Ogni chitarra blues che ho ascoltato da quando sento musica mi ha dato quel giusto tratto di malinconia e allegria necessari a scrivere. Un preludio di Chopin, un passaggio di Wagner, la rabbia e la purezza della voce di Robert Plant, la chitarra urlante di Jimmy Page, alcune suit dei Pink Floyd e altri brani degli Stones, il pianoforte di Oscar Peterson, la voce e la tromba di Chet Baker, i film di Sorrentino e di Godard, c’è di tutto. Seriamente c’è di tutto da cui si può trarre vita. L’arte figurativa mi ha sempre messo in un rapporto conflittuale con me stesso, riconosco Caravaggio come penetrante. C’è tutto, bisogna solo saper scegliere.

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?
La prosa è per me ciò che l’intelletto riesce a raggiungere senza l’aiuto della poesia. Non significa che sia inferiore, quanto più che abbia delle caratteristiche che la poesia detiene. C’è un mondo di prosa che non ho ancora scoperto, tuttavia ci sono alcuni romanzi e alcune tragedie che mi hanno fatto dubitare del primato della sola poesia. Mi riferisco a Kundera, a Sofocle, anche ad alcuni passi di filosofia greca rimasti frammentari che comunicano come un verso. La poesia rimane vincitrice ma potrà iniziare a far spazio ad altro col tempo.

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
Il libro cartaceo ha vita, c’è poco su cui dibattere. Stampare libri significa ricordare alla gente che c’è ancora chi li scrive, per questo è importante.

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.
Scrivevo in ritagli di tempo così come in tempi assoluti. Ore e ore passate a ricercare la parola giusta per far quadrare la metrica così come secondi per scrivere sezioni intere. Arriva dall’alto, non ho altra spiegazione.

Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “Decadrammi", se non lo avesse scritto.
Lo comprerei per vedere chi ha ancora il coraggio di far poesia nel 2021 e probabilmente mi criticherei non poco, è questo il bello in fondo.

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?
Ho in mente un romanzo filosofico e altre sillogi di poesia, ma per ora Decadrammi ha il primato come prima fatica, e lo rispetto per questo.

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