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Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Racconto
 
Notizie Presenti:
 -

Intervista a Maria Claudia Riva, che presenta ai lettori il romanzo giallo "Le indagini dell’ispettore Leonardo Leoncini: BIANCA NON C’È

di Rassegna Stampa

👉 Intervista a Maria Claudia Riva, che presenta ai lettori il romanzo giallo "Le indagini dell’ispettore Leonardo Leoncini: BIANCA NON C’È”

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “Le indagini dell’ispettore Leonardo Leoncini: BIANCA NON C’È”? Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?
Risposta - Leonardo Leoncini è l’ispettore capo della questura di Como. Un investigatore brillante, unico nel modo di approcciare e risolvere anche i casi più complessi. Il suo segreto è l’umanità con cui affronta le situazioni, oltre a un’intelligenza emotiva che gli permette di penetrare l’anima delle persone. La scomparsa di Bianca Gualtieri, una signora all’apparenza felice che d’un tratto sparisce nel nulla, è il cuore del romanzo in cui niente è come sembra e i sentimenti sono la chiave della soluzione.

Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?
Risposta - La realtà si può definire la protagonista aggiunta del romanzo. L’ambientazione è durante la pandemia da Covid 19 e i personaggi ne sono inevitabilmente segnati. Como, inoltre, la mia città natale, è il luogo da cui la vicenda si sviluppa e per la morfologia del territorio è il teatro ideale di un mistero come quello della scomparsa di Bianca Gualtieri.

Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?
Risposta - Innanzitutto le situazioni di anormale normalità vissute in tempo di pandemia, come, ad esempio, il silenzio surreale per le strade deserte, interrotto dalla voce di un vigile mentre dalla volante invita a non uscire di casa o dalle sirene della Croce Rossa che trasporta i malati negli ospedali sovraffollati. In più, il tema del dialogo nella coppia: il marito si accorge della sparizione di Bianca solo a tarda sera, senza averla sentita per un’intera giornata. Il senso profondo è l’importanza di essere circondati da chi trasmette fiducia e coraggio, poiché una buona autostima rende le persone capaci di grandi imprese.

Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito “Le indagini dell’ispettore Leonardo Leoncini: BIANCA NON C’È”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?
Risposta - Tutte le donne, protagoniste del romanzo, hanno lasciato un’impronta nel mio cuore, sono persone coraggiose, buone e autorevoli, che non si lasciano spaventare dagli eventi. Vanno avanti per la loro strada; quando incontrano un bivio, fanno delle scelte di cuore. Reagiscono alle avversità e continuano imperterrite, spendendo tutte le energie positive a disposizione. Solo un crudele e avverso destino le potrebbe fermare. Anch’io ho avuto dei momenti in cui pensavo di non farcela a finire il libro, ma sono orgogliosa di essere arrivata alla pubblicazione e ringrazio la casa editrice Aletti.

Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?
Risposta - L’interesse per il racconto giallo mi ha permesso di conoscere e apprezzare autori come Camilleri, Manzini, De Giovanni e, anche per l’esplicita citazione sia di luoghi sia di personaggi comaschi, Vittorio Nessi. Mi affascinano le serie televisive poliziesche, anche quelle non recenti. Rivedendole oggi, mi capita di sapere già le battute dei personaggi, oltre che il colpevole. Ciò che apprezzo più di ogni altro valore e ricerco nelle mie letture è la libertà, quel libero arbitrio che porta a non arrendersi, ad avere sempre un sogno da realizzare e a faticare per raggiungerlo.

Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?
Risposta - I film di Leluche, Scola e Dario Argento per la forza sentimentale e la tensione suscitata nello spettatore; il teatro di Pirandello e Goldoni che scava nella psicologia dei personaggi, creando delle figure indimenticabili; l’urlo di Munch perché rappresenta visivamente quel “mal di vivere” che Eugenio Montale spesso ha incontrato e ha descritto in alcune poesie. Mi fa sognare la dolce musica di Baglioni, mi riporta alla realtà il gatto di Gaber quando si morde la coda e non sa che la coda è sua. Nel romanzo “Le indagini dell’ispettore Leonardo Leoncini: BIANCA NON C’E’” è presente tutto ciò. Se ne fosse tratto un film, la colonna sonora potrebbe essere un brano dei Pooh, Piccola Katy, che, come la signora Bianca Gualtieri, se ne va senza inventare una scusa. Per quanto riguarda la tecnica di scrittura sono stata formata dagli studi di linguistica in università. Le lezioni su De Saussure hanno costituito il punto di partenza per approfondire tale scienza.

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?
Risposta - Ho fatto studi classici e ho provato vivo interesse per le materie umanistiche come la storia, la filosofia, la psicologia. Prediligo i romanzi storici e quelli in cui si scava nel profondo dei protagonisti, per scoprire i loro segreti più remoti. Il giallo, il mystery e il thriller psicologico sono i generi che preferisco. Seguo le trasmissioni televisive sui casi di scomparsa irrisolti, nel romanzo cito “Chi l’ha visto?”, da anni in onda sulla Rai.

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
Risposta - Leggo di preferenza un libro cartaceo, perché mi piace sfogliare il testo e tenerlo sul comodino finché arrivo all’epilogo. Considero molto utile, però, anche il digitale. Ho insegnato italiano, storia e geografia a parecchi ragazzi con disturbi d’apprendimento e il testo elettronico è uno strumento compensativo di fondamentale importanza. Il digitale, inoltre, è di facile divulgazione e arriva lontano velocemente.

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro?
Risposta - Scrivere è stata un’esperienza inebriante, oltre che uno sfogo fisico e creativo. Ho curato ogni particolare nel romanzo “Le indagini dell’ispettore Leonardo Leoncini: BIANCA NON C’È”, l’ho rivisto e corretto più volte. Tengo veramente all’opera, la mia prima fatica, spero che i lettori lo apprezzino. Mi piacerebbe che Leoncini diventasse un personaggio conosciuto, protagonista di nuove indagini.

Domanda - Un per questo motivo lei comprerebbe “Le indagini dell’ispettore Leonardo Leoncini: BIANCA NON C’È”, se non lo avesse scritto.
Risposta - Sceglierei di acquistarlo perché amo i gialli con una sfumatura psicologica e ambientati in un periodo storico definito e impattante. Il libro ha tali caratteristiche, oltre a una velatura enigmatica, già percepibile dalla bellissima copertina. Gli stupendi paesaggi che fanno da sfondo alla misteriosa vicenda, inoltre, rendono la lettura più gradevole.

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?
Risposta - Sto scrivendo una nuova indagine di Leonardo Leoncini. Il punto di partenza è la fiera del libro a Como. Qui l’ispettore incontra una sua ex compagna di Liceo che gli chiede aiuto e lo coinvolge in una storia che ha dell’incredibile. Ho anche in progetto un’antologia dal titolo “Percorsi di vita” in cui raccogliere i romanzi brevi che ho composto ispirandomi a situazioni autobiografiche, alla canzone Anna e Marco di Lucio Dalla, al film “Il buio oltre la siepe” di Harper Lee e a molto altro.

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pp.124 €16.00
ISBN 978-88-591-8742-4
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